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Mercoledì, 8 Febbraio 2023
Cronaca

Strage di Corinaldo, il vocalist: «Dal palco c'era chi tranquillizzava la gente per farla rientrare nel locale dicendo che la serata sarebbe continuata»

E' uno dei testimoni ascoltati oggi in aula nel processo bis della Lanterna Azzurra, la discoteca dove morirono cinque adolescenti e una mamma

ANCONA – La bomboletta spray ritrovata da un vocalist e messa al sicuro prima di consegnarla ai carabinieri e un amico di Daniele Pongetti, una delle sei vittime della Lanterna di Corinaldo, che ha parlato della balaustra «venuta giù come burro». Due testimonianze emerse oggi tra quelle più significative raccontate in tribunale, ad Ancona, durante il processo bis per la strage della discoteca, quella avvenuta la notte tra il 7 e l'8 dicembre 2018. Morirono sei persone, 5 adolescenti e una mamma di 39 anni, schiacciate dalla calca di una folla in fuga per lo spruzzo di una sostanza urticante.
Il vocalist, sentito come testimone in aula questa mattina, ha riferito come subito dopo lo spruzzo dello spray urticante «dal palco c'era chi tranquillizzava le persone per farle rientrare nel locale e dicendo che la serata sarebbe continuata, come era accaduto tante altre volte in altre discoteche, quando veniva spruzzato lo spray». Lo stesso vocalist è stato quello che ha ritrovato la bomboletta. «Mi è arrivata ai piedi mentre camminavo nella sala ormai vuota – ha detto il testimone, 30 anni – in quel momento stava passando una operatrice del 118, le ho chiesto un guanto per metterci dentro la bomboletta che ho poi consegnato ad un amico dei gestori del locale per farla poi dare ai carabinieri che ancora non erano arrivati».

L'amico di Daniele. Sul banco dei testimoni è salito un 21enne di Senigallia, e ha raccontato di essere finito a terra, cadendo dalla rampa anche lui, con molte persone sopra. «Non riuscivo a muovermi e sentivo il peso sopra di me che aumentava – ha detto in aula -. Ho pensato che non ce l'avrei fatta. Mi sono liberato solo quando si è alzato chi avevo avevo sopra». E' stato lui a definire la balaustra di sinistra fragile come il burro.Nella notte maledetta di Corinaldo entrò in azione una banda di ragazzi della Bassa Modenese specializzata in furti di collanine. Sono stati già tutti condannati. In piedi c'è il filone bis, quello che dovrà accertare le responsabilità sulla sicurezza del locale e l'iter che ha portato la commissione di vigilanza a rilasciare il permesso per pubblico spettacolo. Gli imputati, sono nove e tra loro c'è anche l'ex sindaco di Corinaldo Matteo Principi. Tutti accusati a vario titolo di cooperazione in omicidio colposo plurimo, lesioni, disastro colposo, falso ideologico e apertura abusiva di un locale.
Prossima udienza il 27 gennaio.
 

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