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Cronaca

Lanterna Azzurra, la banda dello spray in appello: alla sentenza in tempi brevi

Il presidente Giovanni Treré ha ribadito più volte in aula l’importanza di fissare fin da subito le date, così da avere una calendarizzazione per procedere spediti. Il 17 marzo potrebbe già arrivare la sentenza

Al via la prima udienza d'appello alla banda di rapintori della Bassa Modenese accusati di aver spruzzato lo spray al peperoncino all'interno della discoteca Lanterna Azzurra. Nel corso della prima breve udienza (è durata poco più di un’ora e mezza) il presidente della Sezione Civile della Corte di Appello Giovanni Treré ha ribadito più volte l’importanza di fissare fin da subito le date, così da avere una calendarizzazione per procedere spediti. 

La Corte d’Appello di Ancona, infatti, ha fissato un calendario di udienze che prenderanno il via il 20 gennaio con l’intervento della procura generale. Si proseguirà poi a cadenza quasi settimanale fino alla metà di marzo. Il 10 o il 17 marzo al massimo potrebbe essere già pronunciata la sentenza. Presenti in aula cinque dei sei imputati della banda dello spray, Ugo Di Puorto, Raffaele Mormone (condannati a 12 anni e 4 mesi), Andrea Cavallari (11 anni e 6 mesi), Souhaib Haddada (10 anni e 11 mesi), Moez Akari (11 anni e 2 mesi). Assente perché positivo al Covid Badr Amouiyah (condannato a 10 anni e 5 mesi). In primo grado vennero riconosciuti i reati di omicidio preterintenzionale, lesioni personali furto e rapina.

Contro la prima sentenza hanno presentato ricorso sia le difese sia la procura. Quest’ultima insiste sull’esistenza di un’associazione per delinquere, esclusa dal primo giudizio mentre la difesa dei giovani sostiene che non ci siano sufficienti prove che attestino il reato di rapina in concorso e, soprattutto, contestano il nesso tra l’uso dello spray alla discoteca di Corinaldo e la morte di sei persone schiacciate dalla folla in fuga. Per questo chiedono ulteriori accertamenti tecnici: «Per valutare la consistenza – dice l’avvocato Pierfrancesco Rossi, difensore di Mormone e Di Puorto – delle sostanze capsaicinoidi che vengono ritenute responsabili dell’esodo e della fuga di massa dei ragazzi e che poi ha provocato la strage».

Le parole del fratello di una delle vittime della strage

Le udienze di Appello si andranno a sovrapporre ad altri due rami del procedimento: il processo con rito abbreviato a gestori e proprietari del locale per i quali ieri sono state richieste pene dai 3 ai 6 anni e quello con rito ordinario alla commissione che ordinò l’attività della discoteca. «Aspettiamo giustizia da tre anni, speriamo che mia sorella possa presto riposare in pace come le altre vittime». Sono alcune delle parole di Francesco Vitali, fratello di Benedetta, una delle vittime, che, parlando dei componenti della banda, ha aggiunto: «Sono arrabbiato con loro e con chi ha permesso a quel locale di stare aperto. Sono arrabbiato con tanta, tanta gente»

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