Strage di Corinaldo, c'è la perizia: “Non sono morti calpestati ma per asfissia”

Che qualcuno avesse spruzzato spray al peperoncino non ci sono ormai dubbi

La notte della strage

Asia Nasoni, Daniele Pongetti, Benedetta Vitali, Mattia Orlandi, Emma Fabini ed Eleonora Girolimini. Sono tutti morti “per un’asfissia acuta da immobilizzazione del torace del tipo “asfissia nella folla”. E’ quanto si legge nella perizia medico legale firmata dal professore di Medicina Legale e Tossicologia Forense all’Università Politecnica delle Marche Francesco Paolo Busardò e dal dirigente medico della Medicina Legale degli Ospedali Riuniti di Ancona Manuel Papi. Dunque le 6 vittime della strage di Corinaldo, sono morti a seguito della compressione di quella maledetta calca umana che, in preda al panico, stava cercando la fuga dalla discoteca Lanterna Azzurra. La compressione dei corpi, stando alle conclusioni degli esperti, è avvenuta quando le persone in fuga si stavano impilando uno all’altro, alla ricerca di una disperata via di uscita e poi, quando i corpi umani sono caduti uno sull’altro dopo il cedimento della ringhiera. “L’alta pressione intratoracica, cagionata dal peso dei corpi che progressivamente si erano ammassati gli uni sugli altri, conduceva all’immobilizzazione del distretto toraco-addominale, con conseguenze letali per chi si trovava alla base della piramide umana”. 

Nessun calpestamento

Tanto che, sempre nella perizia, di evidenza come “le autopsie condotte sui sei cadaveri non evidenziavano lesioni particolarmente rilevanti a carico della gabbia toracica (in grado di testimoniare un meccanismo traumatico da calpestamento)”.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Il ruolo dello spray al peperoncino

Che qualcuno avesse spruzzato spray al peperoncino non ci sono ormai dubbi perché i Ris hanno certificato la presenza del principio attivo del gas (capsaicina e didrocapsaicina) in prossimità dell’uscita numero 3, quella della tragedia. Lo stesso spray della bomboletta vuota ritrovata da carabinieri del Reparto Operativo di Ancona sotto il palco la notte della strage. Infatti “non si riscontravano fenomeni patologici a carico delle prime vie respiratorie, che apparivano indenni e prive di contenuto patologico, con particolare riferimento alla presenza di segni di irritazione ed infiammazione cagionati da inalazioni di agenti irritanti esterni2. Dunque la presenza di spray al peperoncino non ha avuto alcun ruolo di retto nella morte dei 5 ragazzi e della mamma. 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus, tampone obbligatorio per chi torna dai quattro Paesi monitorati

  • Coronavirus, sale la conta dei positivi: nelle Marche sono 32

  • Bonus Inps, Rubini su Facebook: «Io l'ho preso, ora processatemi»

  • Terribile schianto in autostrada, donna si ribalta con l'auto: atterra l'eliambulanza

  • Click, la cometa è servita: lo scatto perfetto di Andrea immortala lo spettacolo

  • Si tuffa dalla nave, rischia di essere tranciato dalle eliche: lo salva la polizia

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
AnconaToday è in caricamento