Cronaca

Jobs Act: gli operai dei cantieri navali in sciopero incontrano gli universitari

Sciopero dei lavoratori Fincantieri e del cantiere navale Isa Yachts in vista della manifestazione del 25 ottobre a Roma indetta dalla Cgil contro il Jobs Act. Su uno striscione l'hashtag indirizzato a Renzi: #martanonfartifregare

manifestazione contro job act

Un lungo corteo di circa 300 operai partiti dalla Fincantieri, lunedì mattina, ha percorso le vie del centro fino ad arrivare  alla Facoltà di Economia e Commercio per incontrare gli studenti e per spiegare loro che con il Job Act, potrebbero essere i precari di domani. La Fiom ha indetto quattro ore di sciopero per i lavoratori Fincantieri e del cantiere navale Isa Yachts in vista della manifestazione del 25 ottobre a Roma indetta dalla Cgil contro il Jobs Act.

Gli operai sventolano le bandiere rosse e tengono ben stretto in mano uno striscione rivolto a Renzi: ''La 'buona scuola' e il cattivo lavoro. Pinocchio con le calze corte, torna a fare il boy-scout'. #martanonfartifregare''. L’hashtag in questione si  riferisce a Marta, una ventottenne precaria a cui il Premier ha inviato un videomessaggio, secondo i sindacati per farle credere che per colpa delle loro istanze le viene negato il futuro.

«Siamo in sciopero, siamo venuti qui all'Università per parlare con i giovani dal momento che il Presidente del Consiglio accusa noi lavoratori a tempo indeterminato e noi sindacato di aver rovinato, di aver venduto il futuro dei precari di oggi. Siamo venuti a spiegare ai ragazzi chi siamo, da dove veniamo, per cosa ci siamo sempre battuti ovvero per una società migliore fatta sulla giustizia e non sull'austerità imposta dall'Europa come invece sta facendo Renzi- spiega Pierpoaolo Pullini, RSU Fincantieri -. Abbiamo invitato il Presidente del Consiglio con lettera ufficiale all'assemblea della Fincantieri per spiegargli chi siamo, dove eravamo, che cosa rappresentiamo, che cosa abbiamo fatto in questi anni per quella ragazza di nome Marta a cui lui dice che per colpa nostra non ha più diritti e per spiegargli anche che cosa faremo».

Arrivati nel cortile dell’Università, gli operai dei cantieri navali hanno incontrato gli studenti e hanno distribuito i volantini. Pullini ha spiegato ai giovani che saranno i potenziali precari, che i diritti dei lavoratori devono essere difesi anche per il loro futuro e che senza diritti non c'è più un mondo del lavoro. Gli universitari, hanno ascoltato attentamente il discorso ma pochi sembrano essere interessati o per lo meno sapere di che cosa si sta parlando.

Qualcuno invece ha le idee molto chiare riguardo il tema dell'articolo 18.  «Il 25 penso di essere a Roma. Non sono assolutamente d'accordo con quello che vuole fare Renzi. L'articolo 18 riguarda anche noi universitari che tra qualche anno saremo immessi nel mondo del lavoro e sarà sicuramente già precarizzato abbastanza» afferma Valentino, 20 anni.

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