Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca Jesi

Rincorre un bambino con la pistola: «Ti faccio esplodere la testa». E' a processo per rapina

Imputato un 23enne. Sotto la minaccia dell'arma avrebbe derubato il minore. Una vendetta dopo il suono insistente al suo campanello di casa

JESI – Prima i campanelli suonati per scherzo, poi lui che scende in strada con una pistola in mano. «Ti faccio esplodere la testa», avrebbe detto ad un 12enne, il primo di un gruppo di bambini che aveva raggiunto, rincorrendoli, in via San Marcello, infastidito dallo scherzo che i ragazzini gli avevano fatto, suonando al citofono della sua abitazione. Il fatto risale al 22 febbraio scorso. Un 23enne, di origine egiziana, era stato arrestato. Adesso è a processo per rapina aggravata. Lo straniero era in casa quella sera, quando attorno alle 20.30 era stato disturbato dal suono del campanello. Non era la prima volta che gli facevano quello scherzo. Svegliandosi di soprassalto aveva deciso di vendicarsi così era  in strada con una pistola scacciacani, priva di tappo rosso, replica fedele di una Beretta 92 calibro 9, simile a quella in dotazione alle forze dell’ordine. Voleva intimorire quel gruppetto di ragazzini, tutti 12enni ma correndo ne aveva raggiunto solo uno. Prima lo avrebbe aggredito a calci, facendolo cadere a terra, poi, sotto la minaccia della pistola lo avrebbe costretto a consegnargli la felpa che indossava, allontanandosi infine a piede. Il bambino aveva telefonato al 112 correndo poi a casa dalla madre. Immediato l’intervento sul posto dei carabinieri del Radiomobile i quali, grazie alle informazioni acquisite a caldo, erano subito riusciti ad individuare l’autore, raggiunto nella propria abitazione.

Nel corso della perquisizione domiciliare i militari avevano recuperato la felpa e la pistola, quest’ultima nel frattempo era stata occultata in uno spazio comune all’interno del condominio. Nel caricatore c'erano delle munizioni a salve. Altre munizioni dello stesso tipo, una ventina circa, sono state rinvenute in casa dell'egiziano che fu portato in carcere, a Montacuto,  per rapina aggravata. Il 23enne è ancora detenuto. La procura ha chiesto per lui il giudizio immediato e questa mattina è arrivato in tribunale, accompagnato dalla polizia penitenziaria, per l'udienza preliminare davanti alla gup Francesca De Palma. Difeso dagli avvocati Emanuele Senesi e Giorgio Marchetti ha chiesto di procedere con il giudizio abbreviato. La giudice ha rinviato al 17 luglio per formalizzare il risarcimento del danno. La vittima, parte civile con l'avocato Federica Squadrini, chiede 20mila euro di risarcimento. 
 

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