Piandelmedico di Jesi: acque reflue, continuano gli scarichi illeciti

A seguito di ulteriori controlli in località Piandelmedico, il personale del Comando Stazione Forestale di Jesi ha riscontrando la saturazione del bacino di stoccaggio del liquido a ridosso dell'impianto di produzione del biogas

Nelle scorse settimane il personale del Comando Stazione Forestale di Jesi (AN), insieme a quello della Provincia di Ancona, dopo la denuncia dello scorso febbraio del titolare di un’azienda agricola per scarico senza autorizzazione di acque reflue industriali e smaltimento illecito di rifiuti speciali non pericolosi, a seguito degli ulteriori controlli in località “Piandelmedico” di Jesi (AN) ha rimesso un nuovo rapporto alla Procura della Repubblica di Ancona.

Infatti, gli accertatori, nei mesi scorsi avevano riscontrato più volte un colore molto scuro e non naturale, anche in assenza di precipitazioni, dell’acqua del fosso Piandelmedico, nel tratto in cui questo passa sotto la via omonima nel territorio del Comune di Jesi.
Per questo i verbalizzanti hanno effettuato un nuovo sopralluogo presso l’azienda inquisita, accertando la quasi completa saturazione del bacino di stoccaggio del digestato liquido, situato a ridosso dell’impianto di produzione del biogas.

Da esso, tramite una pompa ed una tubazione sotterranea, il composto viene periodicamente trasferito in un invaso di circa un ettaro di superficie e di circa 5 metri di profondità, ubicato a 700-800 metri dall’impianto di biogas e dotato di tubazione di troppo pieno che si immette nel limitrofo fosso Piandelmedico.

Visto che il liquido di quest’ultimo invaso presentava una colorazione marrone, con schiuma superficiale, sono stati effettuati campionamenti sia del liquido contenuto nell’invaso sia delle acque del fosso a monte ed a valle del punto di scarico della tubazione di troppo pieno.
Infatti, il fosso Piandelmedico, percorso per alcune centinaia di metri, presentava ristagni di liquido scuro a valle dello scarico del troppo pieno, mentre a monte era trasparente.

Inoltre, non avendo mai conferito il proprio digestato a ditte terze per successive operazioni di recupero e/o smaltimento, l’azienda agricola è stata formalmente invitata a cessarne l’immissione nell’invaso di decantazione, in assenza dell’autorizzazione prevista dal Decreto Ambientale del 2006, anche per evitare la sua ulteriore fuoriuscita nel fosso Piandelmedico.
Tali sostanze, infatti, non essendo effettivamente stabilizzate biologicamente, potrebbero essere considerate un “rifiuto” anziché un “sottoprodotto”, come invece prevede una recente delibera di Giunta Regionale, nel caso in cui venisse impiegato con un razionale utilizzo agronomico.

“Nell’attesa dei risultati delle analisi dei campioni delle acque, prelevati nel fosso Piandelmedico” ha aggiunto il Comandante Provinciale del Corpo Forestale dello Stato di Ancona, “va segnalata la pericolosità, per la relativa falda freatica, del metodo di utilizzazione agronomica dei liquami adottato dall’azienda agricola, per la possibile commistione del refluo zootecnico e di lavorazione dei prodotti caseari con il digestato liquido derivante dall’impianto di biogas”.

Durante l’operazione sono stati effettuati ulteriori rilievi fotografici, trasmessi alla Procura della Repubblica di Ancona assieme agli atti di rito.

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