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Pierfrancesco Curzi durante l'incontro

Pierfrancesco Curzi durante l'incontro

Jesi in Comune ospita Pierfrancesco Curzi: «Racconto la verità di luoghi dimenticati»

Il comitato politico ha accolto il giornalista anconetano per parlare di immigrazione e delle politiche sociali messe in atto dai comuni partendo dal suo ultimo libro

Si è svolto ieri sera, dinanzi ad una platea molto partecipe, l’incontro con Pierfrancesco Curzi nella sede di Jesi in Comune. Il comitato politico ha accolto il giornalista anconetano per parlare di immigrazione e delle politiche sociali messe in atto dai comuni partendo dal suo ultimo libro. Il romanzo di Curzi “Nell’Afa”, racconta un fatto di cronaca che sconvolge la città di Ancona: l’omicidio di una ragazzina ritrovata cadavere nel quartiere del Piano di Ancona dove convivono una settantina di comunità. Protagonista un giornalista che segue l’accaduto e vive le dinamiche di una redazione giornalistica. Per l’opinione pubblica, colpevole senza prove è un ragazzino di origini straniere, residente nel quartiere, con cui la giovane aveva avuto una relazione.

Cronista di nera per Il Resto del Carlino di Ancona e inviato per Il Fatto Quotidiano da Iraq, Siria, Libano, Turchia, Egitto, Tunisia, Bosnia, Cecenia, India, Siberia, Armenia, Curzi ha raccontato come si costruisce una notizia e quale effetto ha questa sull’opinione pubblica, convinta il più delle volte che l’aumento degli stranieri in una città determini anche l’aumento dei reati quando la Prefettura, dati alla mano, dimostra il contrario. Tanti gli interventi da parte del pubblico che ha raccontato la realtà jesina dei volontari, alle prese con famiglie straniere in difficoltà ma anche con molti nuclei italiani. Mancanza di lavoro, difficoltà a sostenere le spese quotidiane, modello economico capitalistico che ha provocato disperazione in tutto il mondo. Curzi ha raccontato i suoi viaggi nei Paesi più disperati del mondo: realtà dilaniate dalla guerra o da una politica che costringe migliaia di disperati a rischiare la vita per fuggire da paesi dove vivere è impossibile.

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