Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca Jesi

Jesi, nasce il primo centro diurno per i malati di Alzheimer

E' stata pubblicata la delibera di Giunta comunale per autorizzare lavori immediati nei locali di via San Giuseppe. I lavori prenderanno il via subito dopo la pausa di Ferragosto

Era un impegno che il sindaco Massimo Bacci aveva anticipato nel giorno dell'inaugurazione del nuovo centro diurno Maschiamonte: ora che le persone diversamente abili hanno finalmente una casa pienamente adeguata alle loro particolari esigenze, la prossima tappa dovrà essere quella di istituire un centro diurno per l'Alzheimer.

Ieri (giovedì) è stata pubblicata la delibera di Giunta comunale con la quale si autorizzano «lavori immediati ed urgenti» nei locali di via San Giuseppe. Sono gli stessi locali che ospitavano proprio il Maschiamonte e che saranno destinati al nuovo centro diurno per persone affette da Alzheimer, in attesa che poi venga realizzata una struttura ancora più ampia individuata nel monastero di via San Marco donato dalle clarisse. I lavori prenderanno il via subito dopo la pausa di Ferragosto per dare piena dignità ai locali con sistemazione del pavimento, di un bagno privo di barriere architettoniche, tinteggiatura di pareti e soffitti fino alla impermeabilizzazione della copertura. Nel frattempo l'Asp, che gestirà la struttura, procederà alla gara d'appalto per individuare la ditta a cui affidare il servizio. Entro tre mesi si conta di procedere alla piena attivazione per dare ospitalità ad almeno 16 utenti in un ampio orario giornaliero che va dalle 8 alle 17. Sarà la prima struttura del genere nell'intera Vallesina, una risposta importante alle problematiche che le famiglie con soggetti affetti da Alzheimer si trovano a vivere quotidianamente.

Il centro diurno per malati di Alzheimer, come detto, resterà in via San Giuseppe in attesa che sia pronta la nuova struttura che sarà ricavata nel monastero di via San marco donato al Comune di Jesi dalle clarisse. Qui, data l'ampiezza dei locali, sarà realizzata la casa famiglia ricompresa nella volontà testamentaria di Daniela Cesarini (finanziata con la vendita dei beni che la compianta ex assessore ha lasciato al Comune) ed il centro diurno, ottimizzando così benefici organizzativi e gestionali.

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