Mercoledì, 29 Settembre 2021
Cronaca Senigallia

Il Sottosegretario Scalfarotto in visita da Max: «Non andrò a morire in Svizzera»

Max é ancora in un letto, totalmente paralizzato e respira solo grazie a una sonda nella trachea, è alimentato attraverso un tubicino impiantato nell'addome e comunica attraverso un computer

«Io non ci vado a morire in Svizzera perché aggirare le leggi ingiuste significa contribuire all’imbarbarimento della società». E’ quanto detto da Max Fanelli, il senigalliese malato di Sla che ormai da anni lotta perché la politica affronti il tema dell’eutanasia. Lo ha detto al Sottosegretario di Stato del Pd Ivan Scalfarotto, arrivato a casa di Max per fargli visita e proprio Scalfarotto gli ha risposto: «Io non sono andato a sposarmi all’estero per lo stesso motivo». Poi lo stesso Scalfarotto ha commentato così l’incontro con Max: «Ci sono incontri destinati a restare impressi nella vita e nella memoria con caratteristiche di particolare nitidezza. Quelli di cui ti ricordi non solo le immagini e le parole, ma anche chiaramente tutto quello che c’era intorno. Sono appena uscito da casa di Massimo Fanelli vicino a Senigallia e so che questo di oggi è stato esattamente un incontro di quel tipo speciale».

Intanto Max é ancora in un letto, totalmente paralizzato e respira solo grazie a una sonda nella trachea, è alimentato attraverso un tubicino impiantato nell’addome e comunica con il resto del mondo attraverso un computer che gli consente di usare il proprio occhio destro come il dito su una tastiera. Questa è la dura vita di Max Fanelli. Dura, soprattutto ora che vive con un solo occhio funzionante. Infatti, come lui stesso aveva già detto, è pronto a lasciarsi morire nel momento in cui anche il suo unico occhio dovesse cedere. «Io credo ne abbia il diritto sacrosanto - ha detto Scalfarotto - Perché la tua vita è sempre stata tua, tua la responsabilità di tutte le scelte fatte finora da uomo libero e davvero non si capisce quale legge balzana stabilisca che uno possa decidere di farsi fare una tracheotomia per respirare artificialmente, ma poi non possa decidere di staccare il medesimo respiratore messogli in gola solo grazie al proprio consenso».

«Più di 200 parlamentari sono con noi» ha detto Max a Scalfarotto, che ha risposto: «Vero, e io sono uno di quelli. Ora bisogna che questi 200 parlamentari entrino nell’ottica che certe leggi si possono fare anche in Italia, come abbiamo dimostrato con le unioni civili e che la battaglia per la legge sul fine vita riparta per arrivare fino in fondo». Scalfarotto è il 5° parlamentare in visita a Max Fanelli «e forse bisognerebbe che ci andassero tutti, uno alla volta, anche gli altri 195 colleghi - ha ribadito il politico - Io lo dirò a tutti i miei colleghi, di parlamento e di governo, di venirti a trovare». 

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