Marina Dorica, il pm: “Locali irregolari”, in 23 davanti al giudice

Secondo il pm l'Autorità Portuale non poteva concedere il nulla osta alla sub gestione. A rischio praticamente tutti i locali che animano il Porto Turistico, che rischia di diventare una città fantasma

Nella foto: barche ancorate al Porto Turistico di Ancona

L’attuale presidente dell’Autorità Portuale Luciano Canepa, il suo predecessore Giovanni Montanari, il segretario dell’Autorità Portuale Tito Vespasiani e in pratica tutti i sub concessionari dei locali di Marina Dorica sono finiti davanti al giudica per abuso d’ufficio e gestioni illegittime dei locali. In totale è stato chiesto il rinvio a giudizio per 23 persone.
La vicenda è iniziata un anno fa, con l’inchiesta aperta dal pm Rosario Lionello sulla base di alcuni controllo della Guardia di Finanza.

L’ACCUSA. Secondo Lionello  l’Autorità Portuale non poteva concedere il nulla osta alla sub gestione e pertanto tutti i locali nati nel Triangolone (uffici, bar, negozi e anche una discosteca, il Sui) non solo sono sorti in maniera illegittima, ma quando hanno acceso mutui ipotecando i locali lo hanno fatto in maniera illecita. Per Montanari, Canepa e Vespasiani, che hanno di volta in volta siglato le autorizzazioni, si configurerebbe invece il citato abuso d’ufficio.

LA DIFESA. A contestare le accuse del pm è in primis il presidente Canepa, che è anche uno dei principali esperti italiani di diritto della navigazione. Secondo il capo dell’Ap la concessione dei nulla osta è stato un atto perfettamente regolare, consentita in base a circolari ministeriali e a consolidati precedenti giurisprudenziali.

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IL PORTO TURISTICO A RISCHIO. Se il processo ritenesse valida la tesi del pm quasi tutti i locali che animano il porto turistico sarebbero costretti a chiudere, trasformandolo in una città fantasma.
 

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