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Unità cinofila della Polizia di Ancona

Unità cinofila della Polizia di Ancona

Richiesta d'asilo politico respinta, spaccia vicino alle scuole: «Solo Dio giudica, non i giudici»

L'uomo è stato arrestato dagli agenti di Polizia delle Volanti. Erano circa le 16 quando lo hanno sorpreso con lo stupefacente nel parco a due passi dalla scuola di infanzia

«Solo Dio giudica, non i giudici». Così urlava in lingua inglese stamattina, mentre si disperava nella stanza del tribunale di Ancona, dove si stava confrontando con il suo avvocato, il nigeriano di 23 anni arrestato ieri con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio. Era lì in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto effettuato dagli agenti di Polizia delle Volanti di Ancona. Erano circa le 16 di ieri quando lo hanno sorpreso con lo stupefacente nel parco tra via Grazie, via Camerano e via Torresi, a pochi passi dalla scuola primaria Savio. I poliziotti, allertati da un residente, sono arrivati e lo hanno visto trafficare in mezzo alla vegetazione. Infatti, anche grazie all’intervento dell’Unità Cinofila, i poliziotti hanno scoperto come sotto un cespuglio, nascosto tra varia immondizia, ci fossero 4 sacchetti di cellophane nero, tutti ben chiusi con dentro più di 53 grammi di marijuana. Inutile per il nigeriano tentare di far finta di nulla, sedendosi su una panchina fischiettando un allegro motivetto. Anche perché in tasca gli agenti gli hanno trovato 140 euro tutti dello stesso taglio di banconote. Una cifra frutto dell’attività di spaccio per la Polizia, tanto che non é riuscito a spiegare da dove provenissero quei soldi. Infatti non solo è un senza fissa dimora e, stando a quanto ammesso da egli stesso, troverebbe riparo in strada o da alcuni amici, ma è anche irregolare sul territorio nazionale dopo il respingimento della richiesta di asilo politico avanzata più di un anno fa. Un diniego, quello della Commissione territoriale, a cui il 23enne ha fatto ricorso.

Fatto sta che oggi si è tenuta l’udienza di convalida per direttissima. Proprio alla luce della sua condizione di senza fissa dimora e di sospesa condizione giuridica, il pm Paolo Centini ha chiesto per lui il divieto di dimora in tutta la provincia dorica. Accolta dal giudice Carlo Masini, che ha accolto anche la richiesta dei termini a difesa avanzata dell’avvocato Pierantoni. Dunque arresto convalidato. Il giovane accusato di spaccio dovrà tenersi a debita distanza dalla città di Ancona in attesa del processo che si aprirà il prossimo 25 settembre nel quale, al contrario di come la pensa l’accusato, ci sarà il giudizio di un giudice prima di quello divino. 

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