«Ad Ancona sento le emozioni del 1° album, il concerto sarà un circo basato sulla mia vita»

Abbiamo intervistato Mika, il cantante internazionale che a novembre sarà ad Ancona, dove oggi è passato per un mini concerto in piazza insieme ai suoi fan. Ci ha raccontato come ha vissuto la città e che concerto dovremmo aspettarci

Mika in piazza Roma si esibisce insieme a

«Essere ad Ancona e cantare nel centro della città è stata una esperienza fantastica. E’ una cosa che non ho mai fatto e che mi sono inventato, non sapevo come sarebbe stato e dopo un periodo di recessione, mi sono detto “ok lanciamo questa idea”, quella di girare l’Italia da nord a sud, cosa che un artista straniero non ha mai fatto». A parlare, in un’intervista con noi di AnconaToday, è Mika, il cantante di origini libanesi che il prossimo 26 novembre sarà al PalaPrometeo, per la tappa dorica del suo “Revelation Tour”. Mika, che sta girando l’Italia per presentare il suo ultimo album “My name is Michael Holbrook”, oggi è arrivato a sorpresa in piazza Roma e, accompagnato dal chitarrista anconetano Lorenzo Carancini, ha improvvisato un piccolo concerto di fronte a centinaia di fan (GUARDA IL VIDEO). 

«Il mio tour è composto da 12 date e questo giro delle città non è una cosa solita per un artista straniero, però mi sono detto che, per far conoscere un lavoro profondo, ci voleva una sorta di presentazione. Mi avete visto in tv, avete ascoltato la mia musica in radio, ma volevo ritrovare un rapporto personale con il pubblico e presentarmi ad Ancona per rinforzare l’aspetto particolare e umano di questo tour. Dunque ho scelto di fare questa cosa, oggi ad Ancona, per portare il mio racconto ed è importante per Ancona, ma in generale per il rapporto che ho con l’Italia». 

Dunque Mika non si è limitato ad arrivare ad Ancona, l’ha visitata e l’ha incontrata, come vuole fare un artista vero che crede nel rapporto con il suo pubblico. «Ancona è una città incredibile- prosegue l’artista - Io mi aspettavo 50 persone, 80 al massimo, e invece non so quante ce ne erano, ma erano centinaia. E’ stato bello. E poi, mentre andavamo via, abbiamo visto almeno un centinaio di ragazzi che correvano verso di noi per cercarmi, è stato un momento molto bello, che rende ancora più importante un lavoro che può aiutarci a ritrovarci, rispetto le distanze dei luoghi che solitamente ci dividono».

Ha detto che in questo lavoro artistico si è guardato dentro e si é chiesto perché il suo “io” nella vita privata si fosse allontanato dal Mika che canta sul palco. E allora che città ha trovato Michael? «Una città molto calda, con gente molto accogliente. Sono cosciente che questa città, come tutte quelle vicino al mare, hanno una sorta di “romance” in sé, che mi è sempre piaciuta. Le città sul mare con i porti possono anche sembrare luoghi freddi, ma Ancona è l’opposto: ho trovato questa energia giovane, con tanti studenti che sono venuti a sentirmi in strada. E’ stata una cosa molto bella».

Mika senza filtri: "In un periodo difficile l'urgenza di raccontare chi sono davvero" | INTERVISTA

Quindi girando per Ancona, che cosa l'ha colpita? «Avevo pochissimo tempo, sarei voluto andare al Duomo per vedere il panorama dall’alto ma non sono riuscito. Però ho visto piazza del Papa, ho visto la sua fontana, con vicino una piccola porta, che mi è sembrato come l’accesso per un luogo magico, mi ha fatto pensare molto al telefilm Games of Thrones, come se fossi dentro la scenografia di un film, mi è piaciuta tantissimo, ho anche  passato un minuto a guardare il vecchio mercato e anche questo sembrava la scena di un film. Quindi ho sentito emozioni importanti, emozioni che non sentivo dal mio primo album, sentivo come fosse qualcosa di nuovo in un luogo che non conoscevo, ma che ho potuto scoprire grazie a questo mio nuovo tour».

A proposito del tour, che concerto dobbiamo aspettarci il prossimo 26 novembre? «Questo è un album in cui mi apro totalmente, senza pensare alle conseguenze, senza nascondere la mia anima o i miei colori per paura, lasciando andare questa paura e facendo uscire la mia personalità. Per questo ho avuto questa idea: fare uno show che avesse la stessa energia e che potesse provocare una reazione molto forte e personale nel mio pubblico. Non sarà uno one man show, ma un one man circus, con uno spettacolo scenograficamente molto sviluppato. Per la maggior parte del tempo sono io che mi protendo verso i fan con una scenografia che mi butta dentro il pubblico. Entrerete in una sorta di circo basato sulla mia vita, la mia identità, però l’idea resta quella di una festa gigante con momenti di silenzio intensi e pieni di energia, quanto quelli di ballo e di salto». 

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