Posatora: Lamberto e Anna, una storia di (stra)ordinario impegno civico

Sposati da 44 anni e da 44 anni residenti nel quartiere, i due, da diversi anni a questa parte, sono diventati delle figure conosciute a causa della loro attività mattutina di pulizia spontanea

Lamberto e Anna

Lamberto e Anna, sposati da 44 anni e da 44 anni residenti a Posatora, il quartiere che ospita il parco Belvedere. I due, da diversi anni a questa parte, sono diventati delle figure conosciute a causa della loro attività mattutina: quando la stagione e gli impegni lo consentono, infatti, i coniugi passeggiano per il verde pubblico attrezzati con appositi utensili (acquistati naturalmente a loro spese in ferramenta) e, passeggiando, raccolgono cartacce, bottiglie, mozziconi e ogni sorta di rifiuto “dimenticato” da qualche “distratto” (diciamo pure poco civile) passante, contribuendo a tenere pulito il parco, tanto amato dagli anconetani, specie d’estate. La vicenda ci è stata segnalata da un lettore, ma è apparsa anche su Facebook grazie al Rompiscatole, sempre attento e informatissimo sulle questioni cittadine. Un'altra gentile utente di Facebook, infine, ci ha messo in contatto con loro. Abbiamo così incontrato Lamberto e Anna, che ci hanno raccontato la loro storia.

Lamberto, 4 anni fa – proprio nel giorno di San Ciriaco – viene colpito da un brutto infarto, a seguito del quale riceve un ordine perentorio dalla dottoressa che lo ha preso in cura: “Un’oretta al giorno di passeggiata, ma senza ‘guardare le vetrine’”, per rinforzare il fisico e scongiurare altri episodi cardiaci. L’uomo comincia, accompagnato dall’inseparabile consorte, a eseguire l’ordine del medico, ma quando cammina, la vista di tutta quella sporcizia non gli va giù, e comincia quindi a provvedere lui stesso. Prima a “mani nude” e poi, per comodità, con l’apposito utensile, che gli consente di evitare di chinarsi ogni volta.
Non c’è solo il parco Belvedere tra le mete dei due coniugi, ma anche, qualche volta il Parco del Cardeto o il Forte Altavilla.

Loro si scherniscono, non sono in cerca di notorietà, ma pensano – e non possiamo che essere d’accordo – che la storia possa servire come esempio per diffondere, anche se solo un po’, una cultura di maggior decoro e attenzione, per mezzo della testimonianza diretta. Sono molte infatti le persone che si fermano per fare loro i complimenti per l’iniziativa e per il senso civico, anche se ogni tanto qualcuno li “rimprovera” dicendo che alla pulizia dovrebbe provvedere il Comune. Anna è di diverso avviso: “Noi siamo il Comune, e il Parco è anche nostro. La città è la casa di tutti e tutti nel nostro piccolo possiamo fare qualcosa per contribuire a tenerla pulita. La città è come una grande famiglia allargata”. Parole di buon senso, tanto rare quanto condivisibili.

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