“Furti in calo del 22%”: intervista al Comandante dei Carabinieri di Ancona

Cominciano i nostri incontri con i responsabili delle forze dell'ordine della Provincia di Ancona: abbiamo fatto due chiacchiere con il Comandante Antonio Amoroso, ecco cosa ci ha detto

Cominciano i nostri incontri con i responsabili delle forze dell’ordine della Provincia di Ancona: abbiamo fatto due chiacchiere con il Comandante Antonio Amoroso, ecco cosa ci ha detto

Da quanto tempo riveste la sua carica nella Provincia di Ancona?

Sono Comandante Provinciale di Ancona dal primo ottobre dello scorso anno. Vengo da Roma, dove ricoprivo la carica di vice comandate nazionale dei Carabinieri del Nas.
 
C’è un’operazione che ricorda in modo particolare?

Più di una: ad esempio ricordo con soddisfazione l’attività investigativa che ha portato a debellare un'associazione per delinquere, attiva nell’area anconetana, dedita allo spaccio di stupefacenti. Ma guardando al periodo recente possiamo pensare ai tre distinti episodi di rapina, nei quali i responsabili sono stati catturati grazie alla generosità, altruismo e alla grandissima professionalità del nostro personale. Oppure la rapina a Monsano, in cui un brigadiere si è distinto per il suo coraggio e ha consentito di arrestare i  quattro autori.

Quali sono, secondo Lei, le criticità di Ancona dal punto di vista della sicurezza?

Io provengo da esperienze analoghe a quelle dell’incarico attuale, ricoperte in altre latitudini sociali della nostra nazione, e posso solo essere soddisfatto del territorio anconetano e dei suoi cittadini, per la reattività del tessuto sociale e per l’impermeabilità alle attività criminali.
Le criticità sono quelle relative alla quotidianità, che vengono affrontate dai carabinieri e dalle altre forze di polizia per migliorare le nostre azioni sul territorio per perfezionarle: del resto ogni azione umana è perfezionabile e perfettibile, quindi è costante in noi il desiderio di essere più aderenti e rispondenti alle attese dei cittadini.
Ad esempio spesso si tende a banalizzare un fatto criminale come un furto; ma un furto crea due disastri: uno di natura economica (che in questo momento più che mai non va sottovalutato) e l'altro è di natura emotiva. Noi cerchiamo sempre di stare vicino alle persone colpite: alcuni giorni mi è arrivata una nota molto bella da parte di una coppia che ha sentito l'esigenza di scrivermi, addirittura a penna, per ringraziare del sostegno morale ricevuto dai carabinieri all'indomani di un furto. Questo vale per noi come la scoperta di dieci associazioni a delinquere .

Esistono zone più “sensibili” di altre?

Sì, esistono, e sono oggetto di un monitoraggio messo in campo a più livelli: penso ad esempio ai rapporti resi insieme alle altre forze dell’ordine in seno al comitato dell'ordine e della sicurezza pubblica, affinché si possa concentrare e meglio monitorare un'area piuttosto che un'altra, non solo con la gravitazione fisica del personale, ma anche con supporto tecnologico: basti pensare che attualmente ci sono una quarantina di telecamere attive in vari punti della città.
Vi sono poi delle “impennate”, delle coincidenze di determinate aree più o meno note, ma vi sono anche state delle risposte: penso ad esempio al Piano o agli Archi dove il presidio delle forze dell'ordine, dei Carabinieri, della Polizia di Stato e delle altre forze dell'ordine distribuite sul territorio, credo abbiano fornito delle risposte puntuali. Torno a ripetere: vorremmo sempre fare di più e sempre meglio, faremo sempre di più e sempre meglio.

Come definirebbe il rapporto della cittadinanza con l’Arma dei Carabinieri?

Il rapporto direi che è assolutamente felice al mio arrivo dissi che vorrei che la caserma i presidi dell’arma fossero visti non come luoghi "altri", lontani e recintati, ma come presidi di un servizio pubblico presso cui si accede con la stessa serenità d'animo in cui si entrerebbe a pagare la bolletta alle poste oppure a comprare  al supermercato: consapevoli che all''interno c'è un servizio atto a lenire e sollevare qualsiasi tipo di afflizione. Devo dire che la cittadinanza di Ancona  - ma anche della periferia - ogni giorno sottolinea questo tipo di rapporto.

L’estate è tempo di vacanze, di case lasciate vuote e qualche volta – purtroppo – anche di furti in abitazione: c’è qualche consiglio che vorrebbe darei ai cittadini?

È un fatto innegabile: quando le case vengono abbandonate per le vacanze diventano obiettivi appetibili  per i criminali. Due ordini di consigli. Uno che presuppone un coinvolgimento economico (e dunque non praticabile da tutti) mentre l'altro una serie di accortezze.
Il primo consiglio è quello – potendo farlo – di intensificare le difese passive: serrature, grate e sistemi di allarme: mi rendo conto che ciò comporta degli oneri economici che non tutti possono sostenere.
Poi ci sono degli accorgimenti che debbono essere ascritti all'arguzia di chi lascia l'appartamento: trovare dei luoghi impensabili dove occultare i propri averi il denaro oppure oggetti d'oro, affidarsi a persone di conclamata fiducia affinché possano dare uno sguardo seppur esterno all'edificio e segnalare qualsiasi situazione inconsueta: che non si esiti a far ricorso al numero di pronto intervento il 112 o comunque alle forze dell'ordine affinché si possa intervenire. E' meglio un falso allarme che sottovalutare un qualsiasi sospetto o indizio.
Mi preme poi dire che aldilà della percezione noi ci avvaliamo anche di dati insindacabili che sono i numeri: per noi è anche un motivo di orgoglio poter dire che i furti in abitazione sono decrementati circa del 22% (parliamo rispetto dello stesso periodo dei tre anni precedenti , in questo caso del primo semestre rispetto al  2012 e ai due anni precedenti) nonostante vi sia purtroppo una crisi economica in atto, che generalmente è speculare all'innalzamento dei fenomeni delle aggressioni ai patrimoni.

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