Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

"Dal borgo al mondo": intervista ad Alice Barigelli, "imprenditrice 2.0"

Continuano le nostre interviste con i giovani anconetani che "resistono alla crisi": abbiamo parlato con Alice Barigelli, una giovane imprenditrice che martedì riceverà il premio "Imprenditore 2.0 dal Borgo al Mondo"

Alice Barigelli

Continuano le nostre interviste con i giovani anconetani che "resistono alla crisi": abbiamo parlato con Alice Barigelli, una giovane imprenditrice che martedì riceverà il premio "Imprenditore 2.0 dal Borgo al Mondo"

Alice, parlaci di te, chi sei, come hai cominciato?
Sono Alice, mi sono diplomata nel 2003 come “Tecnico della Grafica Pubblicitaria” presso l’Istituto Professionale del Commercio F. Podesti e nel 2008 ho conseguito la laurea in “Design e discipline della moda” all’Università degli studi di Urbino “Carlo Bò”,  ottenendo una buona formazione nel campo dell’abbigliamento dall’ideazione alla produzione di una collezione. Ho lavorato in aziende di abbigliamento sia italiane sia estere dove ho potuto approfondire una discreta conoscenza di tessuti e filati.

All’estero dove sei stata?
Sono stata 9 mesi in Spagna, a Madrid, e ho collaborato con due aziende molto diverse tra loro.

Come hai cominciato, come hai scoperto la tua vena artistica?
Sin da piccola ho sempre manifestato una certa attitudine all’arte e, in particolar modo, al concetto di riciclo creativo realizzando oggetti e accessori (candele, cornici, copertine per i quaderni, borse ecc.) recuperando materiali di scarto e in disuso. Crescendo, poi ho iniziato a maturare questa propensione abbinata al campo dell’abbigliamento. Per farla breve quindi l’idea di aprire una mia attività artigianale è da sempre stata un mio sogno.

Che tipo di attività fai e da dove nasce la tua idea di business?
Complice la crisi, la scarsità di lavoro e la voglia di uscire vincenti da questa situazione,  ho iniziato a prendere in seria considerazione l’idea di tentare di avviare una mia piccola attività; ho iniziato facendo mercatini per hobbisti, frequentando corsi sull’imprenditoria e ho aperto un blog e una pagina facebook in cui pubblico le mie creazioni e gli eventi a cui partecipo.
La mia idea d’impresa vede la produzione e vendita di abbigliamento e accessori utilizzando principalmente materiali di “riciclo” (campioni, tessuti e filati in disuso da aziende e fornitori), e tessuti caratteristici di altre culture (Africa, India, Sud America, Asia…), con interventi e personalizzazioni pittoriche su capo. Il mio intento finale è quello di realizzare capi unici e originali nati da un lavoro artigianale Made in Italy, per rilanciare uno dei punti di forza italiani, e l’idea del pezzo unico, dipinto a mano, personalizzato e realizzato attraverso tecniche non comuni. Vorrei inoltre incentivare l’idea di arte ecosostenibile e riciclo creativo e, tramite l’impiego di tessuti etnici vorrei da un lato promuovere l’utilizzo di tessuti notevolmente differenti da quelli classicamente usati nel mondo dell’abbigliamento (sia per fantasie sia per mano del tessuto), e dall’altro vorrei aiutare i paesi meno sviluppati tentando di aumentare il commercio attraverso l’acquisto di materie prime in loco e tramite associazioni Fairtrade o le Onlus.

Da dove prendi ispirazione per le tue creazioni?
E’ difficile dire esattamente da dove nascono le mie ispirazioni, spesso le migliori idee mi sono sorte nei momenti più impensabili e quando la mente è sgombra dal concetto di dover inventare qualcosa, ad esempio di notte nel dormiveglia, in palestra, in chiesa o “facendo di necessità virtù” nel dover “aggiustare” scomodità piuttosto che errori del capo stesso; posso tenere un tessuto, un filato o un capo da rielaborare, per mesi dentro l’armadio non sapendo cosa realizzarci e poi, trovare l’illuminazione senza andarla a cercare, o appena riprendo in mano il tessuto, capo o filato in questione. A volte invece l’ispirazione la chiama il tessuto, capo o filato stesso, con i suoi colori, la sua mano...

Cosa pensi possa offrire Ancona ai giovani imprenditori che, come te, vorrebbero basare il proprio successo sulla creatività?
Ancona purtroppo non è una città che al momento sia in grado di offrire molto ad un giovane imprenditore che vorrebbe basare il proprio successo sulla creatività, in parte per via della crisi e in parte per una mentalità poco propensa al cambiamento e all’originale. Questo è un gran peccato perché ritengo Ancona una città a misura d’uomo e con un gran potenziale artistico, naturale e turistico che purtroppo non viene ben “sfruttato” anzi è spesso sottovalutato sia da chi viene da fuori sia da chi la città la abita… sarebbe bello riempire le vie del centro storico con negozi di artigianato locale, abbigliamento, maioliche, enogastronomia ….

Che progetti hai per il futuro?
Pensando al futuro, in “attesa” che la crisi inizi a passare, al momento sto continuando la mia formazione sull’imprenditoria e, perché no, andrei volentieri a fare altre esperienze all’estero così da poter allargare il mio bagaglio culturale, artistico e conoscitivo.

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