Giovedì, 16 Settembre 2021
Cronaca

Studenti universitari in stand-by, il caso della Politecnica finisce in Parlamento

Il caso degli studenti di medicina di Ancona che non possono iscriversi al 4° anno per non aver passato Fisiologia arriva fino in Parlamento con l'interrogazione urgente del deputato Pino Pisicchio

Pino Pisicchio

Il caso degli studenti di medicina di Ancona che non possono iscriversi al 4° anno per non aver passato Fisiologia arriva fino in Parlamento con l'interrogazione urgente del deputato Pino Pisicchio che ha chiesto al Ministro dell'Istruzione "quali iniziative di competenza intenda assumere, anche promuovendo l'adozione di linee guida di carattere generale, al fine di assicurare eguali diritti ed evitare irragionevoli disparità di trattamento per gli studenti che si trovino in situazioni come quella segnalata". Il politico fa riferimento alla disparità di trattamento. Il motivo?

I FATTI. "Un nutrito gruppo di studenti del corso di laurea di medicina e chirurgia dell'Università Politecnica delle Marche immatricolato nell'anno accademico 2013/14 - si legge nelle premesse dell'interrogazione - è stato iscritto d'ufficio per l'anno accademico 2016/17 al terzo anno fuori corso, a causa dello sbarramento deciso dalla facoltà, dettato dal mancato superamento dell'esame di fisiologia entro il mese di settembre 2016. Questo non ha permesso loro di poter frequentare, con validità di frequenza, i corsi afferenti al quarto anno, a cui dovrebbero essere iscritti di diritto. Si assiste pertanto ad una sorta di stand-by per il quale, pur pretendendo le tasse, l'università non eroga alcun servizio è allontana, de facto, un gruppo di studenti, vincitori di concorso nazionale, dalla frequentazione degli ambienti universitari, disaffezionandoli alla vita dell'ateneo e ledendo il loro diritto allo studio, arrecando loro danni economici e psicologici, in una facoltà a ciclo unico di sei anni, così come si evince dal regolamento ministeriale. Nonostante la richiesta risulti essere partita a settembre 2016, questa modifica sarebbe stata resa valida solo per i futuri immatricolati e per gli studenti iscritti al primo, secondo e terzo anno del corso di laurea, per i quali vale una retroattività, mentre sono stati esclusi proprio e solo gli studenti che avevano sollevato la problematica, quelli cioè iscritti impropriamente al terzo anno fuori corso. Non ci sarebbe stato alcun tipo di problema se l'università avesse preso il provvedimento entro novembre 2016, mese in cui inizia l'anno accademico. Si incorre così in una chiara disparità di trattamento rispetto agli altri studenti, mentre è convinzione diffusa che tale modifica sia da estendere anche al caso in questione in quanto può essere applicata giuridicamente una «norma transitoria» che include anche i casi in essere".

Sempre secondo il parlamentare, la maggior parte dei professori contattati aveva manifestato piena comprensione del problema ed espresso la propria disponibilità a risolvere la questione, auspicando la creazione di un tavolo per discutere in maniera più organica e plurilaterale la proposta di recupero, al fine di raggiungere un proficuo compromesso tra gli impegni individuali del corpo docente ed il calendario accademico. Il Preside Marcello D'Errico ha istituito una commissione volta a verificare la fattibilità del recupero e a proporre un calendario di lezioni aggiuntive, ma l'Università non ha ancora deliberato alcun provvedimento su questo tema che è stato demandato al prossimo Consiglio di Facoltà. 

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