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il San Sebastiano un mese fa

il San Sebastiano un mese fa

Acque nere nel fosso, il Comune bonifica mentre i Comitati trovano un tubo sospetto

Le acque del San Sebastiano scure e maleodoranti. Scatta l'allerta e la ricerca dello scarico inquinante. Ondaverde, sopralluogo dal confine verso Ancona

Il fosso San Sebastiano invaso da acque nere e maleodoranti. A oltre un mese dalla prima segnalazione e dal successivo intervento del Comune per contenere il pericolo di inquinamento l'argomento finisce all'ordine del giorno del consiglio comunale chiamato a ratificare l'impegno di spesa sostenuto più quello ipotizzato. Ci sono lavori effettuati subito e a carico del Comune per circa 20mila euro. Altri, per completare la bonifica, per i quali ne sono stati preventivati altri 52mila. La giunta falconarese ha chiesto tuttavia un supporto tecnico e finanziario a Regione, Arpam e Multiservizi. Nel frattempo proseguono le indagini per capire l'origine dello sversamento. Come avvenuto due anni fa, si tratta di materiale organico. L'ipotesi è che qualcuno abbia pulito una cisterna di letame e che l'acqua reflua sia finita nel fosso. Il San Sebastiano (o Fossatello) entra nel territorio del Comune di Falconara dalla zona Saline di Ancona, attraversa l'abitato di Castelferretti e, passando sotto la pista dell'aeroporto Sanzio, si congiunge con il Fosso della Liscia. Quest'ultimo si innesta nell'Esino. Appena avuta la segnalazione, e nel timore che l'inquinamento arrivasse in mare, il Comune ha fatto piazzare balle di paglia e banne assorbenti. Le successive operazioni di bonifica hanno portato ad aspirare quasi 85 tonnellate di reflui inquinati. Ad oggi il fosso, anche per la siccità, è pressoché in secca.

Da dove arriva l'inquinamento? Già due anni fa il Comune era dovuto intervenire per un evento analogo. Anche in quel caso si trattava di materiale organico sversato nel San Sebastiano. Nelle scorse settimane gli attivisti di Ondaverde onlus e Comitato Mal'Aria hanno effettuato un sopralluogo risalendo il fosso dal confine di Falconara verso la frazione anconetana di Casine di Paterno. «La perlustrazione – spiega Loris Calcina, Ondaverde - è stata decisa in conseguenza della segnalazione pervenutaci circa la presenza di un tubo di scarico che, abbiamo verificato, sbuca dalla sponda del fosso (lato via Saline all'altezza del confine tra ii territorio di Falconara Marittima e Ancona) ed ha un diametro di circa 40 cm. L'acqua sotto è molto scura ma non emana odori particolari. A nostro avviso, oltre a verificare la regolarità dell’esistenza dello scarico e il servizio che svolge, sarebbe opportuno analizzare il residuo dentro il tubo stesso nonché l’acqua e il fango nel fosso immediatamente sotto il tubo. Di quanto riscontrato e documentato in video e fotograficamente, l’Ondaverde Onlus invierà una segnalazione alla Provincia di Ancona». Si tratta dello scarico "incriminato"? E se sì, arriva da abitazioni private o da un'azienda? Tutte domande che al momento sono ancora senza risposta.

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