Venerdì, 24 Settembre 2021
Cronaca

Coldiretti, infortuni in campagna sotto quota 1000: -76% negli ultimi 20 anni

È quando emerge da un’analisi Coldiretti su dati Inail per le Marche, quest’anno sotto la soglia delle 1000 denunce

Non solo al riparo dal Covid ma anche luogo di lavoro sicuro dove gli infortuni continuano a diminuire. Nelle campagne marchigiane non si è mai smesso di lavorare nonostante lockdown e restrizioni, eppure la sicurezza dei lavoratori resta al primo posto con una riduzione di quasi il 22% degli incidenti. È quando emerge da un’analisi Coldiretti su dati Inail per le Marche, quest’anno sotto la soglia delle 1000 denunce (994 in tutto l’anno, -277 rispetto al 2019). Di queste, meno di una decina sono contagi da Covid-19 con una percentuale di casi, rispetto al totale di quelle denunciati all’Inail, dello 0,3%. Un trend costante: rispetto a 20 anni fa si è registrato un calo di quasi il 76% degli infortuni.

“Tutto ciò conferma il prezioso lavoro di ammodernamento delle imprese agricole fatto in questi anni – sottolinea Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Marche – per rendere il lavoro in agricoltura tecnologicamente più avanzato e molto più sicuro. Molto resta tuttavia ancora da fare”. Proprio Coldiretti Marche in questi anni ha lavorato molto sulla formazione per accrescere la sicurezza nei luoghi di lavoro. Corsi che, tuttavia, lo scorso anno si sono arrestati a causa del Covid anche perché diversi prevedono momenti pratici da svolgere necessariamente in presenza. Al momento si sta lavorando per fornire, attraverso webinar e adottando tutte le misure anti contagio, di realizzare un programma che possa fornire agli imprenditori agricoli la formazione adeguata su sicurezza, prevenzione, primo soccorso,, antincendio ma anche corsi per la conduzione di macchine movimento terra, trattori, piattaforme di lavoro mobili e carrelli elevatori. “L’agricoltura si è lentamente trasformata negli anni – conclude la presidente Gardoni – e oggi, grazie all’ammodernamento dei processi lavorativi ma anche una più diffusa cultura, è più sicura e meno usurante di un tempo. La formazione che stiamo attivando nasce dalle esigenze delle stesse aziende con le quali il confronto è continuo”.

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