Riconosciumento infortuni da infezione Covid, l'Inail accoglie la segnalazione dell'Epaca

Questa azione ha portato alla tutela retroattiva, sin dal primo periodo di assenza dal lavoro, consentendo al lavoratore di recuperare anche la parte economica che, in caso di malattia, non viene riconosciuta

Foto di repertorio

MARCHE - Contrarre il Coronavirus è a tutti gli effetti un infortunio sul lavoro. Lo ha riconosciuto l’Inail dopo che, soprattutto nei primi mesi dell’emergenza, non era raro che operatori sanitari che presentavano sintomi riconducibili al Covid fossero posti in isolamento domiciliare e senza effettuare subito il tampone a causa della situazione di difficoltà nello svolgimento di tali accertamenti. In questi casi, molto spesso, il datore di lavoro, anziché effettuare la segnalazione del possibile infortunio, si limitava a porre il lavoratore in malattia. Casi che, soprattutto ad Ancona, sono stati trattati dal Patronato Epaca (convenzionato a livello nazionale con il Nursind, il sindacato autonomo degli infermieri). Questa azione ha portato alla tutela retroattiva, sin dal primo periodo di assenza dal lavoro, consentendo al lavoratore di recuperare anche la parte economica che, in caso di malattia, non viene riconosciuta.

Questo riconoscimento permette inoltre, nel malaugurato caso in cui dovessero insorgere complicanze anche future collegabili all’infezione, di poter legittimamente richiedere anche l’erogazione dell’indennizzo derivante dal danno biologico conseguente. Con la circolare n. 13 del 3 aprile 2020 la Direzione Generale INAIL ha disposto nello specifico che “Nell’attuale situazione pandemica, l’ambito della tutela riguarda innanzitutto gli operatori sanitari esposti a un elevato rischio di contagio, aggravato fino a diventare specifico. Per tali operatori vige, quindi, la presunzione semplice di origine professionale, considerata appunto la elevatissima probabilità che gli operatori sanitari vengano a contatto con il nuovo coronavirus”. Chiaro, quindi, che in presenza di soggetti che svolgono la professione sanitaria e contraggono il virus sussiste il diritto al riconoscimento dell’infortunio sul lavoro e, qualora permangano situazioni di danno permanente, il diritto al riconoscimento del danno biologico conseguente. Non solo. Visto la richiesti degli infermieri, la responsabile dell’Epaca di Ancona, Maria Domenica Rubino, e il segretario provinciale del Nursind, Matteo Regnanese, si sono messi al lavoro per organizzare incontri informativi dedicati a previdenza e sicurezza sul lavoro. Gli incontri inizieranno entro la fine del mese e si terranno in video conferenza. L’iniziativa e l’apprezzamento degli infermieri confermano come l’Epaca, patronato legato a Coldiretti, si sia evoluto nel tempo formando veri e propri consulenti e conquistano la fiducia dei lavoratori provenienti anche da altri settori economici.

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