Cronaca Falconara Marittima

Con amici e parenti gestiva un giro di spaccio di coca, condannata infermiera falconarese

L'infermiera, dipendente dell'ospedale Regionale di Torrette, aveva messo in piedi, assieme ad alcuni complici quali parenti acquisiti ed amici, una vera e propria gang dedita allo spaccio di cocaina

I Carabinieri di fronte al tribunale di Ancona

Faceva l’infermiera ad Ancona e nel tempo libero gestiva un giro di spaccio di cocaina. Condannata definitivamente a 4 anni e 6 mesi. Ed è così che nel pomeriggio i Carabinieri della Tenenza di Falconara, guidati dal Luogotenente Roberto Frittelli, hanno arrestato Marika Pensa, 34 anni infermiera originaria dell'Abruzzo ma residente da tempo a Falconara. La donna è stata ritenuta colpevole di una lunga serie di reati tra cui estorsione, rapina e spaccio di stupefacenti. Tutte accuse che fanno riferimento a reati commessi in concorso con altri soggetti ormai diversi anni fa. All'epoca dei fatti l'infermiera, dipendente dell'ospedale Regionale di Torrette, aveva messo in piedi una vera e propria gang dedita allo spaccio della polvere bianca. Assieme ad alcuni complici quali parenti acquisiti e amici, era capace di rifornire il mercato anconetano della cocaina. Non solo perché se qualcuno dava problemi, la banda reagiva con pestaggi ed estorzioni. Anche la donna non avrebbe esitato a ricorrere alla violenza di fronte a qualche cliente moroso. Fu proprio una persona vittima di un’estorsione ad aver denunciato la banda, permettendo ai militari della tenenza, dopo una rapida indagine, di mettere le manette alla donna, sorpresa assieme al cognato e ad altre due persone mentre ricevevano una grossa somma di denaro da chi era tenuto sotto ricatto. Anche per la donna quindi si sono aperte le porte del carcere di Pesaro

Insieme all’infermiera pusher è finito in carcere anche Bairem Darklaui, tunisino di 30 anni e residente a Falconara. L'uomo, che annovera un curriculum criminale particolarmente corposo, era stato arrestato con circa 1 etto di hashish, destinato ad alimentare il mercato locale dello spaccio. Al termine del processo, il giovane è stato ritenuto responsabile del reato di detenzione ai fini di spaccio e dovrà ora scontare un residuo di pena di 11 mesi.

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