Cronaca

Indennità festive, il Comune chiede indietro i soldi ai dipendenti

I dipendenti avrebbero la possibilità di restituire le indennità a rate, ma c'è chi ha già contattato il proprio avvocato per diffidare il Comune a trattenere il denaro dalle prossime buste paga così da fare i conti in sede legale

Il Comune di Ancona

Il Comune di Ancona sbaglia a pagare le indennità dei giorni festivi ai propri dipendenti e richiede indietro le somme in eccesso. E’ quanto emerso dopo l’ultima seduta di giunta comunale tenutasi lo scorso 14 Ottobre, quando l’amministrazione dorica si è accorta di aver pagato troppo i propri dipendenti nel periodo che va dal 1 Gennaio 2013 al 31 luglio 2014. Ci sono dipendenti di diversi uffici per cui si chiederebbe ad ognuno la restituzione di una cifra di circa 500 euro. Ma il grosso della questione riguarderebbe il corpo della Polizia Municipale e ad ogni agente il Comune chiederebbe indietro circa 900 euro a testa. 

Un fatto che fa infuriare i sindacati. «Il Comune facendo i conti a ritroso si è accorto di aver pagato le alcune indennità in maniera non regolare - spiega il coordinatore regionale del Sindacato Unitario Lavoratori Polizia Locale (S.u.l.p.) Marco Gagliardi - Adesso dopo aver commesso degli errori chiede ai dipendenti di restituire i soldi. Ma è come andare al ristorante e poi dopo 3 anni ci si ritrova il ristoratore che sostiene di aver sbagliato ad aver presentato il conto. Io ancora non ho visto i conti perché, tanto per cambiare, questa amministrazione non si confronta mai con nessuno. Ma sono certo che in un caso come questo debba pagare chi ha sbagliato i conti». 

I dipendenti avrebbero la possibilità di restituire le indennità anche rateizzando, ma molti lavoratori sembrerebbe pronto ad andare per vie legali. Ci sono diversi agenti della Municipale che hanno già contattato i propri avvocati per diffidare il Comune a trattenere il denaro dalle prossime buste paga così da fare i conti una volta che si sia espresso un giudice. E se si dovesse andare allo scontro, Gagliardi non ha dubbi: «Ci sono delle realtà dove è capitata una cosa simile come Firenze e Rimini, per cui è consolidato che paga chi sbaglia a fare i conti» ha ribadito Gagliardi. 

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