Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca

Fabbisogno, Ancona tra i comuni più virtuosi d'Italia

Il Comune di Ancona appare nella classifica dei comuni capoluogo che spendono meno del fabbisogno standard. Lo dice un'indagine del Corriere della Sera

Il Comune di Ancona spende meno del proprio fabbisogno. Nell’articolo apparso questa mattina sul Corriere della Sera, dal titolo “Comuni ecco chi spende peggio”, il Comune di Ancona appare nella classifica dei comuni capoluogo che spendono meno del fabbisogno standard, individuando per Ancona una spesa minore del 2,4%. 

Ancona è tra i Comuni virtuosi, spende meno di quanto dovrebbe spendere secondo il suo fabbisogno standard, rispetto cioè alla spesa normale di un comune con le caratteristiche del Comune di Ancona e contemporaneamente fornisce servizi leggermente superiori allo standard (6,6 rispetto ad un massimo di 10). Questo il quadro che viene descritto dai dati della SOSE attraverso il sito di OPENCIVITAS. Questo risultato si basa sui dati di consuntivo del 2013, il primo anno di questa amministrazione; precedentemente il Comune di Ancona per finanziare i suoi servizi (che erano comunque superiori a quelli forniti normalmente dagli altri comuni con caratteristiche simili a quelle del Comune di Ancona) doveva sostenere una spesa superiore a quella standard. Con il consuntivo 2013, nonostante i maggiori servizi, la spesa è minore di quella standard.

Sottolinea l'assessore al Bilancio, Fabio Fiorillo: «Questo ha due effetti positivi, il primo più evidente è che è aumentata l'efficienza del Comune di Ancona. Il secondo è legato al fatto che da quest'anno il 40% dei trasferimenti statali si basa sul valore dei fabbisogni standard e non su quello della spesa storica. Questo significa che comuni che le cui spese effettive (storiche) sono più basse dello standard avranno maggiori entrate legate ai trasferimenti del fondo di solidarietà comunale. Il Comune di Ancona, rispetto al 2016 vede aumentare il trasferimento da Fondo di Solidarietà comunale di oltre 600 mila euro, trasferimento che compensa quasi integralmente le minori entrate del fondo Imu-Tasi». 

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