rotate-mobile
Mercoledì, 10 Agosto 2022
Cronaca Falconara Marittima

Inchiesta raffineria, il Comune vuole costituirsi come parte civile

In attesa che la giustizia faccia definitivamente chiarezza, la Giunta comunale ha deliberato di costituirsi parte civile nell'eventuale procedimento penale che dovesse scaturire dall'inchiesta

FALCONARA - «Le accuse formulate dalla procura nell'inchiesta scaturita dall'incidente dell'11 aprile 2018 in raffineria prefigurano ipotesi di reato molto gravi, perché offrono una ricostruzione degli eventi in cui la sicurezza e la tutela dell'ambiente sarebbero state sistematicamente sacrificate all'esigenza di risparmio». Lo scrive in una nota il Comune di Falconara, con cui l'ente annuncia di volersi cosituire parte civile nell'eventuale processo. «In attesa che la giustizia faccia definitivamente chiarezza la Giunta comunale, nella seduta di oggi 27 luglio, ha deliberato di costituirsi parte civile nell'eventuale procedimento penale che dovesse scaturire dall'inchiesta, confermando a questo scopo l'incarico all'avvocato De Minicis. L'obiettivo è quello di partecipare a tutte le fasi del procedimento e tutelare in ogni sede la popolazione e il territorio di Falconara. La decisione è stata presa in coerenza con l'orientamento assunto dall'amministrazione comunale sin dall'aprile 2018».

L'indagine per disastro ambientale 

La replica dell'azienda

«All'epoca l'attuale sindaco Stefania Signorini, sia come componente della Giunta (era assessore alla Cultura) ed il giorno precedente anche come singolo cittadino, aveva presentato denuncia affinché venissero accertate le responsabilità delle esalazioni che stavano compromettendo la qualità della vita di un'intera città. Come sindaco, una volta eletta, Signorini a nome del Comune ha continuato a denunciare ai carabinieri del Noe episodi di esalazioni moleste, di inquinamento acustico, di incidenti in generale- continua la nota- oggi a creare particolare sconcerto sono anche le ipotesi di reato in capo al vertice dell'Arpam, organo regionale preposto ai controlli, cui anche il Comune si è affidato per proteggere la popolazione, il territorio, la qualità dell'aria e dell'acqua. Un tema in particolare è quello della App per  segnalare le esalazioni».

«Quando l'Arpam ha prospettato il monitoraggio della qualità dell'aria tramite il sistema Odornet, il Comune ha voluto dare fiducia a questo strumento innovativo, così come hanno fatto gli amministratori regionali, dall'allora assessore all'Ambiente Sciapichetti al presidente del consiglio regionale Antonio Mastrovincenzo- prosegue la nota- entrambi erano presenti a Roma, insieme all'allora direttore generale Arpam Giancarlo Marchetti e al sindaco Stefania Signorini, per presentare la App all'allora ministro dell'Ambiente Sergio Costa, che si è complimentato con l'Arpa Marche per aver ideato un sistema di segnalazione dal basso, che partisse cioè dai cittadini. Sarà il procedimento penale a stabilire se anche questo sistema sia stato gestito in modo inappropriato e siano state veramente ingannate le stesse istituzioni a tutti i livelli».

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Inchiesta raffineria, il Comune vuole costituirsi come parte civile

AnconaToday è in caricamento