Stupro al Piano, l'indagato si difende davanti al giudice: «Lei era consenziente»

Ha parlato per più di un'ora il giovane che qualche giorno fa è stato colpito da un fermo di polizia degli agenti della squadra Mobile di Ancona, accusato di aver stuprato una connazionale in un parchetto del Piano con la complicità di un amico

«Io e lei ci conosciamo bene ed era consenziente. Non ho mai fatto violenza, anzi era lei che mi cercava». Si difende così il 19enne di origini peruviane fermato l'altro giorno con l’accusa di aver stuprato una connazionale in un parchetto del Piano. Ma lui, ascoltato dal Gip Carlo Cimini e assistito dal suo avvocato Fabrizio Menghini, nega ogni responsabilità. Non solo non l’avrebbe mai costretta ma non l’avrebbe neppure drogata col calmante. Ha parlato per molto tempo il peruviano. Ha spiegato al giudice e al pm Ruggiero Di Cuonzo la sua versione. Sì, un rapporto sessuale c’è stato, anzi diversi per la verità perché i due, eccitati dall’alcool consumato poco prima in piazza Ugo Bassi, avrebbero provato a fare sesso per ben 3 volte. Ma sempre consapevoli. Al primo avvicinamento si sarebbero baciati sulla panchina quando erano al parco Margherita, ma lui l’avrebbe allontanata perché “tra noi ci sono troppe amicizie importanti”. Poi lui é andato in un angolo per urinare e allora sarebbe stata lei ad avvicinarsi, dando il là ad un rapporto sessuale completo ma durato poco. Poi un ultimo tentativo, sempre cercato da lei a detta dell’indagato, in cui sarebbero andati fino in fondo. Fino a quando non é uscito il sangue

In tutto questo l’altro peruviano, anche lui accusato di stupro con l’accusa di aver fatto da palo, sarebbe stato allontanato più volte dai due presunti amanti che volevano restare soli. Tanto che prima se la sarebbe presa e poi avrebbe accompagnato a casa la ragazza. Una testimonianza, quella del peruviano con la posizione più grave, che comunque scagionerebbe il connazionale. Ora i due accusati restano ai domiciliari mentre nei prossimi giorni gli avvocati chiederanno una modifica della misura restrittiva. 

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IL GIALLO. Dunque gli indagati negano ogni responsabilità, come negano anche di aver mai sciolto un potente calmante a tradimento nella birra della vittima. ma allora il presunto stupratore come si spiegherebbe il fatto che i medici del Salesi hanno riscontrato tracce di benzedoazepina nel sangue della ragazza? «Non me la spiego nemmeno io» ha detto l'accusato. 

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