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Il momento successivo all'incidente

Il momento successivo all'incidente

Pedone falciato alla fermata del bus, il 67enne non poteva guidare l'automobile

Le prime avvisaglie sarebbero cominciate nel 2012 quando i vigili urbani avevano rilevato il primo incidente stradale in cui era stato coinvolto il 67enne anconetano

Non avrebbe dovuto essere lì. Non poteva guidare l’automobile Massimo Tucci, il 67enne colto da malore mentre era a bordo della sua Suzuki Wagon, poi schiantatasi contro il terminal dei toroidi di piazza Ugo Bassi, falciando un nigeriano di 40 anni seduto alla fermata del bus. E’ quanto emerge dopo le prime ore di indagini da parte della sezione giudiziaria della Polizia Municipale che, coordinata dal pm Ruggiero Dicuonzo, ha scoperto come al nonno vigile anconetano fosse stato notificato un provvedimento di sospensione della patente a tempo indeterminato. Il motivo? Proprio quei problemi di salute di cui era affetto Tucci e che martedì sera lo hanno colpito fatalmente.

Le prime avvisaglie sarebbero cominciate nel 2012 quando i vigili urbani avevano rilevato il primo incidente stradale in cui era stato coinvolto il 67enne anconetano. Poi, nel corso degli anni, si sono susseguiti altri incidenti, fino a quando gli investigatori della Municipale, coordinati dal maggiore Marco Ivano Caglioti, non sono andati a fondo della vicenda scoprendo i problemi di salute di Tucci. A quel punto i vigili dorici hanno fatto scattare la richiesta di sospensione della patente alla Motorizzazione Civile. Richiesta accolta ad ottobre 2017 e notificata. Dunque Tucci da almeno un mese era interdetto dalla guida di qualsiasi mezzo  e se fosse stato fermato per un controllo, sarebbe scattata l’immediata revoca della patente. 

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