Omicidio colposo, la Procura apre un fascicolo di inchiesta

A coordinare le attività la Capitaneria di Porto, insieme ai sommozzatori dei vigili del fuoco e l’Aeronautica Militare

Foto di repertorio

Omicidio colposo. E’ il reato ipotizzato dalla Procura di Ancona che oggi ha aperto un fascicolo di indagine a carico di ignoti, almeno per ora, per accertare eventuali responsabilità rispetto l’incidente avvenuto stamattina sulla piattaforma dell’Eni a largo di Ancona, dove è morto un operaio: Egidio Benedetto, 63 anni di San Salvo in provincia di Chieti. E’ infatti il pm dorico Irene Adelaide Bilotta (foto in basso) a coordinare l’inchiesta sulla quale stanno lavorando i militari della Capitaneria di Porto, insieme ai sommozzatori dei vigili del fuoco e l’Aeronautica Militare, che contribuiscono alle ricerche con un elicottero HH139 appartenente all'83° Gruppo CSAR (Combat Search and Rescue) del 15° Stormo di Cervia. E’ stato già disposto il sequestro della gru che, al momento è sommersa ad una profondità di circa 30 metri, ma sostenuta dai cavi di tenuta della piattaforma. 

L'INTERVISTA - «Colpito dal gancio della gru, il casco mi ha salvato la vita»

Che cosa è successo?

Stando ad una prima ricostruzione della Capitaneria di Porto, erano circa le 7,30 quando, vicino alla piattaforma 'Barbara F’ (30 miglia marine, 60 chilometri a largo di Ancona) è arrivata l'imbarcazione di appoggio, una supply vessel, cioè una nave appositamente progettata per fornire piattaforme offshore di petrolio e gas. La nave è ormeggiata alla piattaforma, sulla quale doveva essere posizionato una bombola di azoto. Ed è proprio durante le operazioni di trasbordo che qualcosa è andato storto. Si ipotizza un cedimento strutturale delle infrastrutture su cui era installata la gru di sollevamento. Un distacco che ha catapultato la gru in mare, compresa la cabina di comando all'interno della quale stava lavorando Benedetto.

I feriti all’ospedale

Nella sua rovinosa caduta la gru ha urtato anche l’imbarcazione, ferendo 2 operatori della società Bambini di Ravenna. Immediati i soccorsi dell'elicottero dell’Eni per trasportare sulla piattaforma i medici del 118, che hanno stabilizzato le due persone ferite, prima di portarle all’ospedale. Per fortuna, i due operai non sono in pericolo di vita, ma restano ricoverati all’ospedale regionale di Torrette. Uno di 52 anni di Catania, in gravi condizioni e uno di 47 anni della Provincia di Bari, in buone condizioni (LEGGI L’INTERVISTA ALL’OPERAIO FERITO). 

Le operazioni di recupero del corpo 

Ci sono volute molte ore per raggiungere il fondo delle acque internazionali dove era il corpo del gruista, intrappolato nella cabina. Intorno alle 13.15 infatti i sommozzatori dei Vigili del fuoco di Ancona hanno individuato a circa 65 metri di profondità, la cabina di comando della gru con all'interno il corpo del disperso. Dalle prime immagini ricevute dal Rov (sottomarino a controllo remoto) la cabina risulta ancora agganciata tramite un cavo d'acciaio alla piattaforma, mentre il braccio della gru è adagiato sull'imbarcazione d'appoggio ormeggiata sotto la piattaforma. Le operazioni ora proseguiranno con l'imbragatura della cabina a mezzo di un particolare Rov, giunto dal comando dei Vigili del fuoco di Roma, in grado non solo di effettuare dei rilievi video, ma anche di operare in profondità per il sollevamento a bordo del motopontone ed il successivo trasferimento nel porto dorico.

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Le operazioni continuano

«Le operazioni andranno avanti tutta la notte. Speriamo di avere buone notizie, per quanto riguarda il recupero della salma, già domani mattina». Lo spiega alla Dire il comandante in seconda della Capitaneria di Porto delle Marche, Luigi Piccioli, che sta seguendo le operazioni di recupero del corpo dell'operaio morto. «Stiamo operando congiuntamente con i Vigili del fuoco che stanno facendo arrivare, da Roma, un veicolo subacqueo filoguidato da remoto grazie al quale contiamo di recuperare la cabina con all'interno la salma- spiega Piccioli-. Le operazioni non verranno interrotte ed andranno avanti anche di notte. Parallelamente si procedera' al recupero della parte piu' grande della gru affondata, per cui sta arrivando una grande nave appoggio predisposta dalla societa' Eni. Tutto verra' posto sotto sequestro e posto a disposizione dell'Autorita' giudiziaria di Ancona per gli accertamenti del caso».

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