
Il Cane guida Italo
Ipovedente inciampata sul blocco di cemento: "Ecco cosa si prova, anzi ve lo racconta il mio cane guida"
La vicepresidente dell'Unione Ciechi Stefania Terrè ci ha scritto esprimendo la volontà di raccontare nei dettagli la sua disavventura. A dire il vero, a raccontarcelo è il suo cane guida
Ad inciampare sul blocco di cemento posto a margine delle bancarelle della fiera di San Ciriaco lo scoso 3 maggio era stata proprio la vicepresidente dell'Unione Ciechi Stefania Terrè che, dopo aver letto la notizia su AnconaToday, ci ha scritto esprimendo la volontà di raccontare nei dettagli la sua disavventura, quando la sicurezza è diventata per lei barriera archiettonica. Anzi, a dire il vero, a raccontarcelo è il punto di vista di un cane, il suo cane guida.
Il Sabato successivo, la mia padroncina ha deciso di andare al pronto soccorso di Torrette. Nella sala d’attesa c’erano tante persone, ma io ho attirato l’attenzione di tutti. Chi mi lanciava bacini, chi mi accarezzava, chi mi sorrideva, insomma in un attimo sembrava che la sofferenza dipinta nelle facce di quegli umani fosse scomparsa. Dopo qualche ora siamo entrati per la visita. La dottoressa è stata molto gentile e professionale. Ma la sorpresa più grande è stata quando sono entrato in una strana stanza buia, dove non ero mai stato. Hanno fatto sdraiare la mia padrona su di un tavolo d’acciaio. Io ero molto preoccupato, ma i due signori sono stati tanto carini con me, uno mi scattava foto, l’altro mi ha fatto un filmino da far vedere alla sua bambina e ha detto che prenderà un cane come me. Dopo hanno fatto qualche fotografia alla mia padrona e hanno obbligato la mia padrona a salire su di una carrozzina con le ruote. Io non volevo che la signora che spingeva la carrozzina si sforzasse e così aiutavo a tirare la carrozzina attaccato al guinzaglio. Andavamo velocissimi! Tanto che la signora che spingeva diceva che non riusciva a starci dietro! Anche in ortopedia sono stati tanto gentili, hanno fatto tante domande su di me, sì ok, anche tante domande su cosa fosse capitato alla mia padrona. Insomma, in tutta questa storia posso dirvi che, è vero che di ostacoli nella vita se ne incontrano tanti, imprevisti o premeditati, come chi parcheggia sulle strisce pedonali o chi parcheggia gli scooter sul marciapiede, ma quando incontri degli umani come i signori della Croce Gialla di Ancona e tutto il personale dell’ospedale di Torrette che si è preso cura della mia padrona, quasi quasi, sembra di vivere davvero in un paese civile. Un’ultima cosa: hanno scritto che la mia padroncina ha 56 anni, ma non vi dico quanti anni ha perché so che le umane non gradiscono dire la propria età, anche se sono belle e simpatiche come la mia Stefania. Io invece la mia età ve l’ho detta e sono un cane guida felice perché svolgo un lavoro molto importante. A proposito, quando mi incontrate per la strada potete salutare la mia padroncina ma cercate di non disturbare me, altrimenti sì che rischio di sbagliare e farle prendere un palo.
Firmato Italo. Un cane speciale."