Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

Senigallia, Alessandro è morto per un taglio alla gola dopo un incidente

Il primo esame effettuato nel pomeriggio dal medico legale ha confermato come l'unica ferita presente sul corpo di Alessandro fosse quella alla gola. La stessa che, secondo gli investigatori, il 45enne avrebbe riportato dopo un incidente stradale

Alessandro Zamboni

Rimane ferito alla gola dopo un incidente stradale e muore dissanguato sotto casa. E’ quanto successo ieri notte (12 agosto) ad Alessandro Zamboni, 45 anni titolare dell’enoteca “Enoforum” del Foro Annonario, in pieno centro a Senigallia. Il primo esame effettuato nel pomeriggio dal medico legale Raffaele Giorgetti ha confermato come l'unica ferita presente sul corpo di Alessandro sia quella alla gola e non sarebbe compatibile con un'arma da taglio. La stessa lesione che, secondo gli investigatori, il 45enne avrebbe riportato dopo un incidente stradale, forse dopo essersi schiantato contro un cordolo malmesso. Porterebbe tutto, anche se sul luogo del ritrovamento c'erano schizzi di sangue che, al contrario, farebbero pensare alla lesione di un importante vaso sanguigno, ma se così fosse la gola di Alessandro si sarebbe recisa lì, sotto casa. Ma non la pensano così gli inquirenti, che comunque tengono aperte tutte le ipotesi. 

Stamattina (13 agosto), mentre turisti e residenti affollavano il mercato cittadino e la spiaggia di velluto, i primi raggi del sole portavano alla luce anche il corpo del ristoratore, seduto sul suo scooter Piaggio C9, appoggiato al muro della sua casetta arancione in via Smirne. A dare l’allarme un dipendente del Caffè Portici, il cui laboratorio si trova proprio di fronte all’appartamento della vittima. Erano le 6:30 circa quando ha visto il corpo e ha subito avvisato il collega operaio del forno urlandogli di chiamare la Croce Rossa. «Mi sono girato dalla mia postazione e ho visto lui sopra lo scooter - ha testimoniato Luca del laboratorio di pasticceria - Era senza scarpe, aveva il viso bianco e il sangue da fin sopra la testa e ho capito che ormai era morto. Avevo già visto lo scooter nella penombra quando sono arrivato poco prima delle 5 ma non avevo fatto caso al corpo». Sul posto sono subito intervenuti i Carabinieri della stazione di Senigallia che, guidati dal comandante Cleto Bucci e supportati dalla Polizia Muncipale, hanno delimitato la strada per poi studiare tutti gli elementi indiziari dell’area intorno a quel cadavere adagiato al muro. A partire dalla pozza di sangue e altre due orme insanguinate a pochi metri dal mezzo a due ruote. Ma anche il dettaglio delle scarpe, quelle che Alessandro non aveva quando è stato trovato. Un particolare che, verso la tarda mattinata, lo collegherà ad un altro fatto avvenuto intorno alle 2:30 della notte prima lungo la statale Arceviese all’altezza della zona Bettonelle.

L'INCIDENTE. A quell’ora era arrivata la prima di una serie di segnalazioni al 118. Prima un automobilista aveva denunciato uno scooter che sbandava lungo la strada, poi un’altra telefonata che parlava dello stesso scooter finito a terra lungo il ciglio della strada. Ma quando l’automedica è arrivata sul posto, la vittima della caduta non c’era più. C’erano solo due pozze di sangue, uno specchietto retrovisore e un paio di scarpe a terra. Lo stesso specchietto che mancava al motociclo, le stesse scarpe che mancavano ai piedi di Alessandro Zamboni. Secondo una prima analisi cadaverica il commerciante non avrebbe riportato lesioni ad arterie importanti, anche se, sul luogo del ritrovamento è evidente come il sangue sia anche schizzato dalla ferita. Dunque secondo gli investigatori, quello che inizialmente sembrava essere un delitto, si sarebbe rivelato un tragico e incredibile incidente. Alessandro si sarebbe ferito gravemente cadendo rovinosamente a terra con lo scooter e  riportando una grossa e profonda ferita alla base del collo. Un automobilista si era anche fermato per soccorrerlo ma lui non ne ha voluto sapere e se ne è andato. Forse è stato ingannato dallo choc e l’adrenalina dovuta all'incidente. Fatto sta che Alessandro non si sarebbe reso conto della lesione riportata, che poi lo ha ucciso, lentamente.

IL LUTTO. In tanti stamattina avevano paura a Senigallia. Paura all'idea che ci fosse qualcuno capace di uccidere un altro uomo così, sgozzandolo. E invece Alessandro sarebbe morto per una tragica fatalità. Ma indipendentemente da questo, resta il dolore della famiglia, del fratello Claudio che, all'uscita dalla caserma ha detto solo: «Devo ancora realizzare quanto successo, avevo visto Alessandro ieri sera». Nel frattempo gli amici si erano radunati al foro Annonario, fuori dal locale, in lacrime, come a contemplare un luogo della memoria. In onore a quell'amico che 7 anni fa aveva deciso di rilevare un'attività propria e scommettere su un bar alla moda, innovativo, in cui la sua passione per i vini e la sua professionalità di enologo potessero diventare per lui un lavoro e per i clienti un piacere. Quello di assagiare un buon vino all'Enoforum. Sulla porta del locale oggi ci sono solo i fiori per la scomparsi di Alessandro.

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