Cronaca

Incendio alla Gatto, fiamme alte fino a 10 metri: un pompiere all'ospedale

Un vigile del fuoco che era in prima linea si è sentito male ed è stato portato a braccio dei compagni lontano dalla "zona rossa". Immediato l'intervento dell'ambulanza che, dopo i primi soccorsi, ha trasportato il vigile all'ospedale

I pompieri al lavoro

La campanella dell’allarme antincendio è scattata alle ore 12:00 e non ha mai smesso di suonare durante l’intervento dei Vigili del Fuoco di Ancona che, in una giornata segnata dal bollino nero per l’allerta caldo, hanno affrontato un vasto incendio in un capanno esterno della ditta Gatto Cucine di Camerano. Un’operazione ad alto rischio perché il fuoco è divampato in uno stabilimento di circa 100 metri quadrati, dove c’erano vari materiali: semi lavorati e solubili, ma soprattutto contenitori di vernice che esplodevano in sequenza come fossero bombe innescate da un timer. I pompieri dorici, guidati dal capo reparto Giuliano Fabrizi, oltre alla loro professionalità sono intervenuti con diverse autobotti per affrontare il mostro di fuoco dalle fiamme alte anche 10 metri. Il rogo, il caldo e i fumi hanno messo a dura prova il fisico e la mente. Tanto che intorno alle 13:30 circa, un vigile del fuoco in prima linea si è sentito male ed è stato portato a braccio dei compagni lontano dalla “zona rossa”. Immediato l’intervento dell’ambulanza della Croce Gialla di Camerano per i primi soccorsi al giovane che poi è stato trasportato al Pronto Soccorso dell'ospedale di Torrette. Ora il vigile è ancora in osservazione, ma per fortuna sta bene. 

Le fiamme hanno dato filo da torcere per ore. Ore che non passavano mai per i pompieri impegnati nello spegnere un fuoco che, nel frattempo, continuava a trarre forza da piccoli roghi capaci di riprodursi in continuazione sotto le macerie, quelle formate dai semi lavorati e pannelli metallici presenti nel capanno numero 8 e 9 dello stabilimento. Tanto che, intorno alle 14:30, è arrivato sul posto uno scavatore cingolato dei Vigili del Fuoco. Con il suo braccio meccanico ha sparigliato le macerie accatastate sotto le quali si autoalimentavano sempre nuove fiamme, dando così la possibilità agli idranti di arrivare su ogni centimetro. Il rischio che le fiamme potessero rigenerarsi in un ambiente particolare come quello era troppo alto. 

Ma nel frattempo era una lotta per guadagnare terreno contro il fuoco a copi di idranti. A dare man forte ai pompieri altre bombole d’ossigeno trasportate dal “N.B.C.R” (Nucleo biologico chimico e radiologico), che solitamente si occupa di verificare il livello di tossicità dell’aria. Cosa di cui non c’è stato bisogno allo stabilimento Gatto. Sono stati gli stessi dipendenti dello stabilimento a spiegare che cosa ci fosse nel capanno e a dare ogni informazione utile dove ce ne fosse stato bisogno. Dopo oltre 4 ore di intervento, l’incendio è stato domato, anche se è ancora difficile capire che cosa possa averlo innescato. Sul posto sono arrivati anche i Carabinieri. Sarà loro compito capire se si sia trattato di un incidente o di un incendio di origini dolose. 

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