Incendio all'Orim, l'impatto ambientale del rogo: interrogazione del consigliere Bisonni

L'eventuale danno ecologico al fiume Chienti, all’esistenza di certificazioni che attestino il pieno recupero della microfauna del depuratore ed all’eventuale inquinamento delle acque sotterranee

Seconda interrogazione del consigliere regionale Sandro Bisonni (Gruppo Misto) sull’impatto ambientale dell’incendio alla ditta “Orim” di Piediripa, verificatosi lo scorso 6 luglio. Attraverso l’atto si intendono avere risposte, da parte del Presidente della Giunta e dell’assessore competente, relativamente all’esistenza di certificazioni che attestino il pieno recupero della microfauna del depuratore e, nel caso, da chi siano state rilasciate. Viene chiesto, inoltre, se l’Arpam ritenga che, a seguito del malfunzionamento del depuratore, sia stato causato un danno ecologico al fiume Chienti e se siano stati condotti ulteriori accertamenti a maggiore distanza dal sito della ditta in questione, atti a verificare se l’inquinamento delle acque sotterranee sia circoscritto solo a quell’area o se, invece, sia più vasto ed esteso.

Nelle considerazioni iniziali Bisonni fa presente che le acque effluenti dal depuratore sversano nel fiume Chienti e che l’Arpam ha evidenziato la necessità di tempo prima che la microfauna si ristabilisca completamente. Su altro versante, però, l’azienda Apm di Macerata, che gestisce il servizio idrico integrato, pochi giorni dopo l’episodio ha comunicato che la stessa microfauna del depuratore era già ristabilita. “Nel complesso – scrive sempre Bisonni – va chiarito se l’inquinamento delle acque sotterranee fosse o meno antecedente all’incendio e se sia o meno da correlarsi all’attività della ditta in questione. Inoltre, In merito all'ordinanza con la quale si prevede il divieto di captazione e utilizzo delle acque sotterranee a scopo idropotabile ed irriguo da pozzi privati nei paraggi del sito, va capito quanto a lungo dovrà protrarsi poiché voci di corridoio parlano di tempi di recupero estremamente lunghi”.

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Il consigliere stigmatizza che “un danno ecologico al fiume Chienti, già fortemente provato, sarebbe disastroso sia per l’ecosistema ad esso afferente sia al tratto di costa limitrofo alla foce che, tra l’altro, è a forte vocazione turistica. “E’ assolutamente indispensabile – conclude Bisonni – tutelare l’acqua di falda ed è pertanto necessario accertare se l’inquinamento è circoscritto solo all’area in cui sono stati prelevati i campioni o se, invece, sia più vasto ed esteso”.

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