Incendio all’ex-Tubimar, nessuna traccia di innesco: «Assicuratori, ora sbrigatevi»

Sopralluogo nell’area ex Tubimar distrutta dall’incendio. Presenti anche i comandanti del porto e vigili del fuoco. L’indagine va avanti

Francesco Acquaroli e Rodolfo Giampieri

Fuoco e fumo non ci sono più, ormai dei 3 capannoni dell’ex Tubimar distrutti dall’incendio la notte del 15 settembre si vedono quasi solo gli scheletri. Cosa sia stato a provocare quel disastro però è ancora in fase di ricostruzione. Ad oggi gli investigatori non hanno trovato tracce di innesco né altre evidenze che permettono di spostare l’attenzione su un’ipotesi specifica. Dolo o incidente? La magistratura sta ancora indagando e a domanda diretta il comandante provinciale dei vigili del fuoco, Mariano Tusa, chiude il discorso sul nascere: ««L’autorità giudiziaria ha in mano la situazione e sta svolgendo tutti gli approfondimenti». Il comandante ha partecipato al sopralluogo di questo pomeriggio con il presidente della Regione Francesco Acquaroli, il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale Rodolfo Giampieri, l’ammiraglio Enrico Moretti, l’assessore comunale al porto Ida Simonella e il dg di Arpa Marche Giancarlo Marchetti.

I locali sono ancora sotto sequestro, si lavora sull’ipotesi del cortocircuito, di un errore umano ma anche di un eventuale dolo. Dopo tre settimane non è ancora possibile quantificare neppure i danni materiali, sì conosce solo il costo stimato di una ipotetica ricostruzione: «Serviranno almeno 30 milioni di euro» ha detto Giampieri (GUARDA IL VIDEO). «Da questa situazione vogliamo creare le premesse per costruire una logistica del porto più evoluta e al passo con i tempi, stiamo ragionando su una serie di scenari» ha proseguito Giampieri. «Vogliamo riunirci per capire quale visione ha l’Autorità portuale e tutti gli interlocutori del porto hanno per affrontare al meglio questa situazione, poi interloquiremo con il Ministero e il Governo- ha detto il governatore Acquaroli- metteremo in campo le sinergie necessarie per fare in modo che questa sia un’opportunità per studiare nuove opportunità di rilancio».

I capannoni che si sono salvati dall’incendio e che sono disponibili potrebbero presto essere occupati dagli imprenditori che hanno perso i propri spazi nell’incendio: «Abbiamo proposto ai concessionari per sondare la disponibilità a spostarsi negli altri capannoni, nei 7.500 metri quadrati che abbiamo recuperato- ha continuato Giampieri- c’è una grande collaborazione tra concorrenti molto forti ma che si sono uniti nella difficoltà. C’è una collaborazione inaspettata in tempi diversi». Le tempistiche dipendono dalle assicurazioni: «Nell’area sequestrata non si entra, ma non è possibile accedere neppure nelle altre parti- ha spiegato ancora il presidente dell’Autorità portuale- il rischio è che in quel caso le assicurazioni possano considerare alterato lo stato dei luoghi e questo diventerebbe un problema. Speriamo quindi che gli assicuratori riescano il prima possibile a terminare il loro lavoro in modo che, fatti salvi i luoghi sequestrati, si possa entrare e iniziare questo percorso».

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