Cronaca

Incendio ex Edilcost, partito il processo. In 4 a giudizio per il rogo di 250 metri cubi di rifiuti

Combustione illecita in concorso l’accusa. Le fiamme, di grandi proporzioni, si svilupparono il 29 gennaio del 2018

ANCONA - Sei anni fa l'incendio alla ex Edilcost, impresa edile fallita nel 2015, che divorò 250 metri cubi di rifiuti pericolosi e non, all'interno del sito in via della Ferrovia. Quattro persone sono finite a processo per combustione illecita di rifiuti in concorso. Le fiamme, di grandi proporzioni, si svilupparono il 29 gennaio del 2018. Oggi in tribunale si è aperto il dibattimento davanti al giudice Carlo Cimini. A giudizio ci sono i ravennati Stefano Bezzi, 48 anni, legale rappresentante della "Bezzi Commerciale Sas" delegata dalla proprietà dell'area (la Frae Leasing Spa di Cesena che aveva acquisito il sito dopo il fallimento della Edilcost, impresa di costruzioni) ad effettuare una bonifica per i materiali di scarto che ignoti avevano abbandonato nel tempo all'interno della zona (poco ben recintata) e Luca Baccarani, 27 anni, un ex studente reclutato per quel giorno da Bezzi per aiutare a ripulire il sito, l'osimano Marco Battaglini, 63 anni e il rumeno Cristian Roibu Toma, 41 anni, operai di una società incaricata per le operazioni di bonifica (la Montegallo Energy sl, di Osimo). L'area della ex Edilcost era diventata una discarica a cielo aperto con cumuli di rifiuti di ogni genere.

Il giorno dell'incendio erano in corso le operazioni di bonifica. Stando all'accusa sarebbero state appiccate le fiamme per smaltire prima i rifiuti, anche pericolosi, che avrebbero richiesto un trattamento più lungo e oneroso in termini di costi economici. Gli imputati hanno sempre respinto le accuse, uno non era nemmeno presente quando le fiamme divamparono, sostenendo che si era trattato di un incidente (era stato acceso un falò per riscaldarsi dal freddo durante una pausa). Oggi hanno testimoniato due carabinieri che intervennero quel giorno, un addetto dell'Arpam che si era occupato di catalogare i rifiuti presenti e la madre dell'ex studente. La donna ha sostenuto che il figlio era andato a comprare dei panini e non era presente all'incendio. I carabinieri hanno escluso l'origine accidentale del rogo per come avevano trovato lo stato dei luoghi. Prossima udienza il 12 novembre per sentire i vigili del fuoco intervenuti.

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