Cronaca Osimo

Incendio doloso in un’azienda di trivelle, sospetti su un imprenditore concorrente. Un gps nella tanica di benzina lo ha tradito

L’uomo è processo al tribunale di Ancona. Avrebbe nascosto il materiale in un canneto, nel tentativo di appiccare un secondo rogo poi sventato

OSIMO - Il titolare aveva da poco lasciato l’azienda per tornare a casa quando dopo le 19 le fiamme avevano avvolto e distrutto due trivelle. I danni erano stati ingenti, 430mila euro. Era il 4 marzo del 2017. Un incendio doloso dissero poi gli accertamenti di allora. A distanza di un anno c’era stato un tentativo di incendio sempre ai danni della stessa azienda, un capannone che a Passatempo progetta e realizza macchine scavatrici. Per i due episodi è finito a processo un imprenditore osimano di 66 anni, concorrente dell’azienda danneggiata. Deve rispondere di incendio e tentato incendio aggravato. Le indagini dei carabinieri e alcune accortezze utilizzate dal titolare danneggiato avevano portato ad individuare lui come il responsabile. A tradirlo sono state delle taniche di benzina che avrebbe occultato in un campo vicino al capannone, prima sotto ad un carretto e poi in un canneto, quando non è riuscito a concludere il secondo rogo. I militari infatti avevano messo un gps dentro una tanica per vedere se veniva rimossa e dove sarebbe stata portata.

Il titolare danneggiato invece, 63 anni, osimano anche lui, aveva posizionato delle telecamere ad infrarossi per sorvegliare la sua azienda. Ieri al tribunale dorico sono stati sentiti in aula, davanti al giudice Corrado Ascoli, sia il militare che aveva fatto le indagini che il titolare della ditta danneggiata.   «Abbiamo seguito lo spostamento della tanica non appena si è attivato il gps - ha raccontato il carabiniere che aveva guidato le indagini - che ci ha portati all'azienda dell'imputato. Lo stesso ha cercato di disfarsene caricandole poi in auto e portando quella e altre verso Osimo. Noi lo abbiamo bloccato e perquisito. Aveva in auto anche la tuta mimetica, gli stivali e il passamontagna indossati dall'uomo che era andato al canneto e ripreso dalla telecamera ad infrarossi. Il battistrada della sua auto coincideva anche con l'impronta lasciata sul fango». La questione delle taniche, di benzina, in tutto 5, è stata riferita anche dalla parte offesa, parte civile nel processo con l'avvocato Emanuele Censori dello studio Leonardi. L'imputato è difeso dall'avvocato Maria Francesca Di Ciommo. Prossima udienza il 15 gennaio 2024.

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