«Ho provato a spegnere l’incendio ma non potevo sapere della tragedia»

A parlare è uno dei vicini dell’Ara Gaia dove i pompieri, nello spegnere un incendio, hanno trovato un uomo carbonizzato

Una parte della boscaglia incendiata

«Ho visto le fiamme che arrivavano nel mio campo e sono corso per provare a spegnerle. Ho chiamato ad alta voce Cesare senza ricevere risposta. Chi poteva immaginare quello che era successo». A parlare è uno dei vicini dell’Ara Gaia, l’orto didattico nei pressi di Fonte San Francesco a Castel d’Emilio, frazione di Agugliano, nel quale sono divampate le fiamme attorno a mezzogiorno. E dove, nel rogo, è stato trovato un corpo carbonizzato. Tutti gli indizi portano a pensare che si tratti della salma di  Cesare Ricchi, il 74enne proprietario del terreno. L’uomo, residente ad Ancona, aveva acquistato anni fa il terreno per avviare un orto didattico e una serra eco compatibile dove spesso ospitava eventi con bambini e incontri per conoscere le piante utilizzate in campagna. Il riconoscimento ufficiale si terrà solo lunedì all’obitorio di Torrette. Un atto dovuto visto che la salma era irriconoscibile. Sul fatto, tuttavia, che si tratti di Ricchi, ci sono davvero pochi dubbi. La sua auto è stata trovata sul posto. Un altro vicino lo aveva visto in mattinata chiacchierare con dei conoscenti. Gli stessi parenti, appresa la notizia, si sono precipitati sul posto convinti della tragedia.

A quanto pare l’incidente è avvenuto mentre Ricchi era intento a bruciare sparpagliate. Aveva potato una parte del terreno, in salita rispetto alla Serra e al cancello d’ingresso. Il forte vento però deve aver reso incontrollabile il rogo. A questo punto non è dato sapere cosa sia successo. Forse un malore respirando il fumo, oppure il tentativo fallito di domare le fiamme che si stavano espandendo ai terreni vicini. L’uomo è rimasto avvolto dalle fiamme. Ricchi era molto legato alla campagna e, nonostante qualche acciacco, era sempre arrivo nella sua Ara Gaia e combattivo per mantenere quella valle decorosa e appetibile dal punto di vista escursionistico e didattico. Già nel 2015 aveva denunciato il degrado di quello che doveva diventare un corridoio ambientale per scuole e università. Di pochi giorni fa (lunedì 18) una lettera nella quale, insieme ad altri residenti, chiedeva un’assemblea pubblica al sindaco di Agugliano, denunciando il dissesto della strada e smottamenti.

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