Incendio al porto, Giampieri: «Il rogo sia occasione per modernizzare lo scalo»

Riunione organizzata dall’Autorità di sistema portuale per un confronto sulla strategia di rinascita per l’area logistica dell’ex Tubimar

Rodolfo Giampieri

Dall’emergenza alla ripartenza nel più breve tempo possibile. E’ l’obiettivo condiviso da Autorità di sistema portuale, Capitaneria di porto e Comune di Ancona, associazioni di categoria, sindacati e operatori portuali sulla rinascita dell’area ex Tubimar nel porto di Ancona dopo il terribile incendio del 16 settembre, riuniti nella sede Adsp per un confronto sulla strategia da definire per il futuro della zona produttiva logistica.

Tante le voci che hanno voluto dare il proprio contributo all’incontro, coordinato dal presidente dell’Adsp Rodolfo Giampieri e dal segretario generale Matteo Paroli, che hanno aggiornato i presenti su quanto già fatto dal giorno dell’incendio ad oggi. Sono intervenuti alla riunione il contrammiraglio Enrico Moretti, comandante del porto di Ancona, Ida Simonella, assessore al Porto del Comune di Ancona, Gino Sabatini, presidente della Camera di Commercio delle Marche, Graziano Sabbatini, presidente Confartigianato Ancona-Pesaro Urbino, Fausto Bianchelli, Cna Ancona, Luca Lanari, Confindustria Marche nord, Massimiliano Polacco, direttore Confcommercio Marche, i sindacati Cgil, Cisl e Uil con Valeria Talevi, Filt Cgil, e Ilaria Corinaldesi, Uil Trasporti Marche, il presidente di Amsea-Associazione marchigiana spedizionieri e autotrasportatori, Alberto Rossi, presidente Frittelli Maritime Group, e il presidente degli Agenti marittimi Marche Abruzzo, Andrea Morandi, Ceo del Gruppo Morandi. Tutti i presenti hanno condiviso la necessità di lavorare insieme alla definizione di una strategia per l’area logistica nel minor tempo possibile tutelando il lavoro delle imprese e l’occupazione. Richieste a cui è giunta la rassicurazione dei vertici dell’Autorità di sistema portuale sulla base anche di quanto fatto in queste due settimane.

Sull’area ex Tubimar più colpita dall’incendio, ha spiegato il segretario generale Matteo Paroli, «vige un’ordinanza che prevede l’accesso agli operatori nell’area interdetta, per esigenze di attività, solo a seguito di una specifica autorizzazione dell’Autorità di sistema portuale. Abbiamo già incaricato uno studio ingegneristico specializzato per la verifica di agibilità dei capannoni non intaccati dall’incendio, alcuni sono già stati restituiti ai concessionari per le proprie attività di impresa, altri contiamo nel più breve tempo possibile di recuperarli e renderli di nuovo disponibili».

«Dobbiamo trasformare un anno veramente difficile in energia positiva indispensabile per affrontare la ripartenza - ha detto il presidente dell’Autorità di sistema portuale, Rodolfo Giampieri -. Le priorità immediate erano: nessun danno alle persone e qualità dell’aria nei limiti della norma, verificata grazie alla severa e professionale analisi di Arpam e Asur Marche. Entrambe sono state superate. Ora vogliamo e dobbiamo mettere insieme le forze migliori del territorio, rappresentate anche in questo incontro, per far sì che da questo delicato periodo possa nascere un’occasione storica per modernizzare il porto di Ancona velocizzando la soluzione di quei temi ancora in sospeso che possono portare linfa vitale allo sviluppo dello scalo, come il collegamento alla grande viabilità, un piano per i dragaggi efficace e condiviso, l’acquisizione dell’area ex Bunge, tutto grazie al continuo impegno congiunto di enti e istituzioni».

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Forti segnali per il futuro, ha sottolineato Giampieri, «sono arrivati dal finanziamento di 40 milioni del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per il raddoppio della capacità produttiva di Fincantieri, dall’ordine del giorno approvato all’unanimità dal Consiglio comunale di Ancona per chiedere un finanziamento straordinario e urgente al Mit a supporto della logistica del porto di Ancona e dalla disponibilità del neo governatore Acquaroli che, fin da subito, ha dimostrato di credere nell’importanza dello sviluppo dello scalo. Tutto questo con l’obiettivo di difendere il valore aggiunto del nostro porto: maestranze di qualità e imprenditori che guardano con visione e coraggio al futuro».

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