Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca

Imprese rosa sempre più digitali, il 73% è attivo sul web

Il mondo digitale è infatti sempre più rosa. Il 75,2% delle imprese intervistate ha un sito web, il 67,8% un profilo social e il 9,6% è attivo su negozi di e-commerce

Le imprenditrici si raccontano nell'indagine dell'Ufficio Studi della Confartigianato. Il 73,4% di loro è attivo sul web. Questa è una delle importanti evidenze emerse da una indagine condotta dall’Ufficio Studi della Confartigianato per fare il punto sull’imprenditoria artigiana al femminile. Sono 6.700 nelle Marche le donne titolari di imprese individuali artigiane, 1.703 ad Ancona, 1.579 a Macerata,  1.363 a Pesaro – Urbino, 1.123 a Fermo, 932 ad Ascoli Piceno.

«Un tassello importante dell’economia marchigiana, quello dell’imprenditoria femminile, con grande valore competitivo – dichiara Katia Sdrubolini, presidente Donne Impresa Confartigianato Ancona  -  Pesaro e Urbino  – Una realtà  forte e dinamica che guarda al futuro e alla innovazione».

Il mondo digitale è infatti sempre più rosa.  Il 75,2% delle imprese intervistate dispone di un sito web, il 67,8% di un profilo social e il 9,6% è attivo su negozi di e-commerce e/o su una piattaforma di servizi on-line. Per motivi professionali le imprenditrici sono maggiormente propense all'utilizzo di Facebook (92,8%), Google+ (58,5%), Instagram (44,9%) e LinkedIn (44,9%). Tra le piattaforme di e-commerce maggiormente utilizzate vengono indicate: Amazon (51,9%), Ebay (27,8%) e Groupon (13,9%).

«Per una donna lavorare e mettersi in proprio non è facile – continua la presidente di Confartigianato Donne Impresa Katia Sdrubolini -  A tenere distanti le donne dal mondo del lavoro vi è soprattutto la complessità di conciliare attività professionali e cura della famiglia». Il 44,3% delle intervistate dall’indagine dell’Ufficio Studi della Confartigianato rileva in questo senso difficoltà penalizzanti nel combinare impegni lavorativi e familiari. Il 39,3% delle donne intervistate si prende regolarmente cura di figlio/i con meno di 18 anni, quota che sale al 59,6% tra le donne tra i 35 e i 44 anni. Le sfide della conciliazione riguardano anche la cura di adulti anziani, malati, disabili per il 24% mentre il 7,4% si dedica a entrambe le tipologie di cura. Nelle attività di cura emerge il prevalente ricorso al contesto familiare: il 59,5% è affiancata dal marito o dal compagno, il 47,3% da altri familiari, il 16,5% non è invece affiancata da nessuno, l’11,2% da baby sitter e/o badanti e/o colf e l’8,7% utilizza servizi per la cura di bambini e/o di anziani.

«Per questo, conclude Katia Sdrubolini presidente Donne Impresa Confartigianato, occorre da parte delle Istituzioni, anche e soprattutto a livello locale, sostenere quanto possibile iniziative a favore dell’imprenditoria femminile e della conciliazione vita-lavoro, potenziare i servizi pubblici per l’infanzia (asili nido, micro nidi o servizi integrativi), per la cura e l’assistenza agli anziani».

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