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Febbre del gioco: impiegata Aci giocava i soldi della cassa

Un'impiegata dell'Aci di Ancona sottraeva sistematicamente i soldi della cassa per giocarli alle slot machines. Accusata di peculato, la donna ha già restituito i 1500 sottratti all'ente

Quando il demone del gioco si impossessa di una persona, spesso non si accontenta di portarle via solo il denaro, ma anche reputazione e onorabilità.
Accade così che una stimata impiegata dell'Aci di Ancona, una signora di sessant'anni definita da tutti i colleghi come una lavoratrice modello, sottraesse sistematicamente dalla cassa i soldi per andare a giocare alle slot machines della sala giochi cui si recava tutti i giorni, mossa da un impulso irresistibile, durante la pausa pranzo.

Gli investigatori della Squadra mobile del dottor Giorgio Di Munno non hanno potuto far altro, su segnalazione del direttore dell'agenzia insospettito dagli ammanchi, che appostarsi per seguire i movimenti della donna, e prendere atto della triste situazione di dipendenza sfociata in illecito.
Accusata di peculato, l'impiegata ha già restituito i 1500 euro sottratti indebitamente, ma ora dovrà affrontare le conseguenze legali della china in cui “la febbre del gioco” l'ha fatta scivolare.

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