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L'area a San Benedetto dove si prevede la costruzione del sito di stoccaggio del gas

L'area a San Benedetto dove si prevede la costruzione del sito di stoccaggio del gas

Marche, cittadini contro l'impianto di stoccaggio del gas: raffica di esposti

Il primo rischio denunciato è quello sismico in un'area ad alta densità di popolazione. Per questo sono stati presentati 4 esposti: uno alla Procura di Ancona, uno a quella di Ascoli, uno a Roma e alla Corte dei Conti

Il Ministero dell’Ambiente e la Regione Marche rilasciano le V.I.A. (Valutazione di impatto ambientale) relative alla costruzione dell’impianto di stoccaggio del gas nell’ex giacimento a San Benedetto del Tronto. E la protesta della popolazione locale diventa azione legale. L’obiettivo é fermare il progetto della ditta francese GasPlus Storage S.r.l. che, una volta acquisita l’ultima carta ministeriale, potrà cominciare i lavori nel cuore della cittadina marchigiana. Per questo l’associazione “Ambiente e Salute del Piceno" (che conta oltre 4mila adesioni) è passata al contrattacco, dando mandato all’Unione Nazionale Consumatori di depositare 4 esposti tramite l’avvocato senigalliese Corrado Canafoglia: uno depositato alla Procura di Ancona, uno a quella di Ascoli Piceno, uno a Roma e uno alla Corte dei Conti delle Marche. L’ufficialità è arrivata questa mattina in occasione di una conferenza stampa a cui hanno presenziato anche il presidente dell’associazione cittadina Alfredo Vitali e il vice presidente Massimo Bartolozzi, Adriano Mei di “Comitato in Rete”, il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Peppe Giorgini e Giovanni Vagnoni dell’Unione Nazionale Consumatori. Tutti convinti che si stia giocando una partita fondamentale per l’ambiente e la sicurezza dell’intera regione. Infatti per i comitati se si dovesse costruire un giacimento di gas lì, tra i quartieri Agraria, Salaria e Fosso dei Galli, si andrebbe a creare un “contenitore” profondo circa 2,5 chilometri per mezzo miliardo di metri cubi di gas in un’area ad alta densità di popolazione, a due passi dalla A14 e in un territorio riconosciuto a rischio sismico medio-alto dagli studi dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia. 

Il caso esplode nel gennaio del 2011, quando la ditta GasPlus e la regione Marche indicono una conferenza stampa per presentare il progetto. Nel Da sinsitra: Massimo Bartolozzi, Alfredo Vitali, Adriano Mei, Peppe Giorgini e Corrado Canafoglia-3
novembre del 2011, il Prefetto di Ascoli rimette i cittadini (mai informati prima di allora) nei termini, altrimenti scaduti, di presentare osservazioni. Nel gennaio del 2012 il comune di San Benedetto del Tronto incarica l’Università di Camerino di effettuare una serie di valutazioni di impatto ambientale. La ditta “Terre.it” evidenzia varie problematiche geologico - ambientali. Nel frattempo, a cavallo tra il 2012 e il 2013, i tecnici della Regione del Ministero vanno avanti con le pratiche. Fino a Marzo del 2016, quando il consiglio regionale delle Marche, su pressione dei comitati, vota un atto politico con cui si esprime contrariamente all’insediamento in questione. Dunque i tecnici vanno da una parte e i politici della stesa istituzione dall’altra. Possibile?

«Vogliamo sapere perché i funzionari della Regione Marche danno un parere favorevole mentre la politica dà un parere negativo - ha detto l’avvocato Corrado Canafoglia - Inoltre chiediamo che la magistratura valuti se chi ha presentato il progetto abbia indotto o meno in errore i funzionari regionali e ministeriali. E chiediamo se i tecnici del Ministero che si sono occupati della vicenda, una volta messi a conoscenza delle criticità del progetto, hanno posto in essere delle omissioni. Anche alla luce di quello che sta succedendo a Potenza, noi non vogliamo correre ai ripari». Rischi ancor più preoccupanti se si pensa che «dagli studi di un gruppo di geologi dell’Università di Ferrara - ha detto Massimo Batolozzi - è emerso come il pozzo che raggiunge il giacimento, avrebbe due fratture di natura tettonica. Questo significa che c’è una compressione sotterranea che, in caso di un evento sismico, potrebbe fratturare i pozzi e ci troveremmo di fronte ad un disastro di proporzioni inaudite». Dunque ora spetta ai magistrati lavorare per capire se in tutta questa vicenda si configurino profili di reato. 

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