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Cronaca Osimo

«Tarik doveva essere allontanato da casa, mia figlia ora sarebbe viva». Parla la mamma di Ilaria

Silvana Salvatore non si dà pace. «Un condannato per violenza sessuale non doveva stare ai domiciliari». Oggi camera ardente a San Biagio di Osimo

OSIMO - È toccato alla mamma il riconoscimento della figlia e dopo averla vista ridotta in pessimo stato non si dà pace. «Tarik doveva essere allontanato da quella casa, ora mia figlia sarebbe ancora viva». Così Silvana Salvatore rompe il silenzio e parla a tre giorni dalla morte di Ilaria Maiorano, la 41enne trovata deceduta nell’abitazione di Padiglione, martedì mattina. Per la Procura la donna, mamma di due bambine piccole, è stata uccisa dal marito marocchino, Tarik El Ghaddassi, 42 anni. L’avrebbe picchiata fino alla morte dopo un litigio scoppiato in casa per gelosia. Madre e figlia erano solite sentirsi al telefono la mattina. «Lei mi faceva uno squillo presto - racconta Silvana - alle 7-7.15 e io la richiamavo. Martedì non ho ricevuto quello squillo così l’ho chiamata, una, due, tre volte ma lei non ha mai risposto. Verso le 9.15 mi ha chiamata il marito, al telefono fisso di casa. La linea era disturbata, ho capito che diceva ospedale, che Ilaria stava poco bene. Allora gli ho chiesto delle mie due nipoti, come stavano, e lui ho sentito che aveva la figlia più grande vicino. Gli ha detto dì a nonna come stai e la bambina ha risposto “sto bene”. Poi Tarik ha detto che mi avrebbe richiamata più tardi ma non l’ho più sentito».
 

Prima di pranzo mamma Silvana richiama la figlia ma non risponde. Poi il cellulare addirittura viene spento. Così inizia a chiamare ospedale è pronto soccorso dove chiede se c’era la figlia. «Siccome aveva la bronchite - continua Silvana - mi sono preoccupata, ho pensato potesse essersi sentita male per quello. Invece dopo le 13 mi chiama una assistente sociale per farmi le condoglianze e mi sono sentita morire». Silvana è una mamma distrutta, pensa che «un uomo accusato di violenza sessuale non doveva stare ai domiciliari, avevo detto a mia figlia di lasciarlo ma lei voleva la famiglia unita». Alla conversione all’Islam la mamma non crede. «Non andava in Moschea la domenica - dice - andava al parco con le bambine». Domani il funerale, alle 10, nella parrocchia di San Marco, ad Osimo. Oggi sarà aperta la camera ardente nella casa funeraria Vigiani, a San Biagio di Osimo.

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