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Hotel Rigopiano, notte di ricerche: intanto dilagano le polemiche

Un'altra lunga nottata di ricerche al freddo e in condizioni critiche quella appena trascorsa a Rigopiano dove i soccorritori continuano a scavare fra le macerie dell'Hotel. Mancano all'appello ancora 23 persone

Notte di ricerche, di speranze ma purtroppo senza nessuna novità quella appena trascorsa a Rigopiano, dove fra la nebbia ed il gelo i soccorritori continuano a scavare per recupare i 23 dispersi che mancano all'appello da quel maledeto 18 gennaio, quando una valanga paragonabile a 4.000 tir carichi di neve a 100 km/h si è scagliata contro l'Hotel Rigopiano.

Ieri sera è stato recuperato il cadavere della sesta vittima: inizialmente si era diffusa la notizia che potesse essere il corpo del ragazzo senegalese che lavorava nella struttura. In realtà la notizia è stata smentita. Sul fronte delle indagini e soprattutto delle polemiche relative alla macchina dei soccorsi ed alla pulizia della strada che dall'albergo conduce fino a Farindola, il dibattito è molto acceso. A quanto pare, sarebbe stata identificata la persona che ha risposto al telefono al sig. Marcella, che per primo ha lanciato l'allarme dopo aver ricevuto la telefonata di Parete. Secondo Il Messaggero, si tratterebbe di una dirigente della Prefettura che ha pensato ad una bufala e non avrebbe dato il giusto peso alla richiesta d'aiuto.

Al momento, mentre all'hotel Rigopiano si continua a scavare senza soste, i due osimani, Domenico Di Michelangelo e Marina Serraiocco figurano ancora tra i dispersi e non si hanno novità sulla loro sorte.

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