Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Halloween a Corinaldo, infuria la polemica

L'annuale Festa delle Streghe del comune anconetano sembra diventata terreno di scontro tra la diocesi e l'UAAR. Sul palco degli imputati il tema scelto per l'edizione di quest'anno: la lussuria

Il piccolo comune di Corinaldo, situato nell’entroterra di Senigallia, è conosciuto e apprezzato a livello nazionale per più di una motivazione.
C’è chi ne loda il suo eccellente vino Verdicchio, chi ne apprezza la spiritualità cristiana (fu terra natale di Santa Maria Goretti) e chi lo conosce come “la capitale italiana di Halloween”.
Corinaldo infatti ospita tutti gli anni, in occasione della Vigilia d’Ognissanti,  una famosa festa delle streghe: le cantine e le osterie sono aperte, le piazze illuminate e animate da djset e saltimbanchi, e al culmine dell’evento viene incoranta Miss Strega, la più bella fanciulla che abbia saputo incarnare il tema scelto per l’edizione.
Ma se il tema in questione è la lussuria – come è il caso dell’edizione attuale – e se per di più la madrina è nientemeno che la “diavolita” Melita Toniolo, allora oltre alle stelle filanti del carnevale fuori stagione a fioccare, se ne può stare certi, saranno pure le polemiche.

L’oggetto del contendere, più del peccato capitale in sé, è una frase usata dagli organizzatori nel bando: “La donna lussuriosa non si vuole specchiare, non si vuole vedere, non si vuole confrontare. La donna lussuriosa è virtuosa e ha in sé qualcosa che non è mai casto”.
E allora opinione vuole che l’attenzione sia troppo spostata dall’evento al peccato, e che più che “Miss Strega” stavolta si rischi di eleggere “Miss Lussuria”.

Pare che capofila del fronte dei censori sia il parroco del Comune, che messo in allarme dalla Diocesi o per motu proprio (non è chiaro) sia andato a lamentarsi dal Sindaco del paese, Livio Scatolini. Il primo cittadino avrebbe fatto notare la cosa agli organizzatori della Pro Loco, che anche per smorzare i toni e tirarsi fuori da ulteriori e non volute polemiche hanno deciso di togliere i riferimenti al tema, sia dai nomi dati alle cantine ed alle locande aperte per la festa, sia dai propri comunicati ufficiali relativi alla festa ed al concorso.

Melita Toniolo-2La ricostruzione di cui sopra è quella fatta dalla sede senigalliese dell’UAAR (Unione Atei Agnostici Razionalisti), che naturalmente appena avuto il sentore della (presunta) ingerenza ecclesiastica è partita alla carica con una serie di comunicati, a firma del segretario Paul Manoni :

“Noi dell’UAAR - si legge - non possiamo fare altro che denunciare l’accaduto condannando il comportamento scorretto sia della Diocesi che del parroco in questione.
I parroci godono già abbondantemente dei loro appositi momenti per esprimere le proprie opinioni, come le prediche durante le messe, o il catechismo riservato a chi decide liberamente di frequentarlo”.

Accade così che quella che era partita per essere una semplice “carnevalata fuori stagione” finisca col diventare l’ennesimo terreno di scontro tra laicisti e difensori del diritto di espressione della Chiesa cattolica, e che la protagonista assoluta rimanga sempre e comunque la sessualità, perenne ossessione della società moderna, anche (soprattutto?) di quella secolarizzata.
 

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