Fu arrestato e accusato di violentare la moglie, assolto: «Da allora non vedo mia figlia ma ho avuto giustizia»

Lo ha deciso il collegio dei giudici del tribunale di Ancona che, dopo l’arringa difensiva dall’avvocato Ruggero Benvenuto, ha assolto l'imputato dall’accusa di maltrattamenti e violenza sessuale

Foto di repertorio

«Sì, sono stato io la vittima di un sistema per più di due anni, da quando fui denunciato e messo agli arresti domiciliari, da quando non mi hanno fatto più vedere mia figlia. Voglio solo dire che io non c’entro nulla con tutta questa storia, che non ho mai alzato un dito su mia moglie e che non sono mai stato il mostro che hanno cercato di far credere». Quando gli chiediamo se oggi non si senta lui vittima, è questa la risposta del 30enne finito a processo oltre 2 anni fa con le accuse di maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale e lesioni personali. Secondo la ricostruzione del pm Valentina Bavai, l’uomo passava le serate nei bar a bere e giocare ai videopoker, poi tornava a casa a Fabriano e picchiava la moglie, a volte anche di fronte al loro bimbo. «Sei brutta e grassa per cui ti tradisco con le altre che sono più belle» le urlava e, in almeno 3 occasioni, sarebbe anche stata costretta a dei rapporti sessuali senza il suo consenso. Tutto falso. Lo ha deciso oggi il collegio dei giudici del tribunale di Ancona che, dopo l’arringa difensiva dall’avvocato Ruggero Ruggero Benvenuto-2Benvenuto (in foto), ha assolto l'uomo dalle accuse di maltrattamenti e violenza sessuale e condannandolo solo a 9 mesi (pena sospesa) per un caso di lesione personale senza alcuna aggravante. Ferite che l’uomo avrebbe provocato alla donna dopo un litigio avvenuto durante un trasloco. «Mai, non l’ho mai toccata, si fece male da sola proprio per portare dei pacchi, lei ha tentato di rovinarmi la vita con quelle accuse perché prima l’avevo querelata perché non mi faceva più vedere mia figlia». Il 30enne e il suo legale Benvenuto sono convintissimi di poter dimostrare anche l’infondatezza delle lesioni. «Per questo faremo ricorso in Appello» ha ribadito l’avvocato Ruggero che ha espresso piena soddisfazione per la decisione di oggi. 

Per capire i perché di questa decisione è d’obbligo attendere le motivazioni, ma durante il processo la presunta vittima, costituitasi parte lesa tramite l’avvocato Luca Bartolini, si è più volte contraddetta nel raccontare come fossero avvenuti i fatti, inoltre sul banco dei testi sono saliti diversi familiari, alcuni dei quali non hanno avuto la percezione di violenza ricostruita dalle indagini della Procura di Ancona. Fondamentali sono state anche 300 pagine di tabulati telefonici con sms prodotti dalla difesa in cui emergeva come l’uomo non usasse mai toni minacciosi nei confronti della moglie all’epoca dei fatti. E quel modo di rivolgersi alla moglie dandole della “brutta e cicciona”? «Sì, in qualche occasione le avrà detto che doveva dimagrire perché era sovrappeso - conclude l’avvocato Benvenuto - Ma signori non si può impiantare un processo su questo». 

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