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Cronaca Jesi

Scatena il caos in un bar per un pezzo di pizza poi graffia un carabiniere: «Fai bene a preoccuparti, ho l'epatite»

A processo per resistenza, oltraggio e lesioni a pubblico ufficiale è finita una donna di 50 anni. Non voleva pagare e se l'è presa con il personale del locale sferrando un pugno alla figlia della titolare

JESI – Consuma un pezzo di pizza ma quando arriva il conto non paga perché il prodotto non sarebbe stato di suo gradimento. Non contenta insulta e inveisce contro il personale del bar e la clientela prendendosela infine anche con cinque carabinieri. Il pomeriggio di follia si è consumato in un bar della cittadina, il 9 settembre del 2018. A cinque anni di distanza la donna che ha scatenato il caos è stata condannata ad 8 mesi di carcere per resistenza, oltraggio e lesioni a pubblico ufficiale.  La sentenza è arrivata al tribunale di Ancona, dal giudice Pietro Merletti. Era pomeriggio quando l'imputata era entrata nel bar Latini, aveva mangiato un pezzo di pizza e quando era stato il momento di pagarla l'aveva denigrata rifiutandosi quindi di saldare il conto. Uscendo dal bar si sarebbe poi sdraiata sui tavolini esterni. A quel punto la figlia della titolare l'aveva invitata a scendere perché i tavolini non erano fatti per sdraiarsi. La donna ha iniziato a dare da matto inveendo contro la ragazza, 29enne, che l'aveva ripresa tanto che dal bar avevano chiamato i carabinieri per farla placare. Una pattuglia del radiomobile aveva raggiunto il pubblico esercizio ma la presenza di due militari non erano serviti a far cessare l'atteggiamento della cliente agitata.

La donna infatti ha sferrato un pugno alla 29enne cercandola anche di colpire con il bidone dalla spazzatura. Solo l'intervento di uno dei due carabinieri, che era riuscito a bloccare la mano dell'imputata, ha impedito il lancio del cestino. Il militare però era stato graffiato al braccio dalla 50enne che lo ha anche deriso così: «Fai bene a preoccuparti perché ho l'epatite». Il carabiniere era dovuto andare in ospedale per farsi medicare. La pattuglia aveva poi portato via la 50enne, in caserma, per identificarla e continuare le procedure dell'intervento. Ma anche lì la donna ha continuato a ribellarsi insultando i carabinieri con la frase «sbirri di m.». Al comandante lo ha mandato al quel paese mentre a due altri appuntati ha cercato di aggredirli tirando una bottiglietta d'acqua. A quel punto è stato chiesto l'intervento sanitario per portarla in ospedale ma anche lì la donna continuava nella sua performance così è stata sottoposto ad un trattamento sanitario obbligatorio e denunciata. 

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