Lunedì, 27 Settembre 2021
Cronaca

Il monitoraggio di Goletta Verde, situazione critica alle foci di fiumi e torrenti

Riscontrata anche la presenza di rifiuti in spiaggia: su un’area complessiva pari a 18.160 mq, sono stati rinvenuti 3100 rifiuti spiaggiati

Sono cinque su dodici i punti monitorati nelle Marche che superano il limite di inquinamento previsto dalla legge e corrispondono per lo più a foci di fiumi e torrenti, mentre appare migliore rispetto all’anno scorso la situazione nel punto campionato sulla spiaggia presso la foce del torrente Arzilla e su quella presso la foce Fosso Asola dove i valori risultano entro i limiti di legge.

L’istantanea regionale sulle acque costiere è stata presentata questa mattina in una conferenza stampa ad Ancona da Katiuscia Eroe, portavoce di Goletta Verde, Francesca Pulcini, presidente di Legambiente Marche, e Marco Ciarulli, Ufficio Scientifico Legambiente Marche, alla presenza di Bice Previtera del Sindacato Medici Italiani. I prelievi e le analisi di Goletta Verde sono stati eseguiti dal laboratorio mobile di Legambiente il 29 e 30 luglio. I parametri indagati sono microbiologici (Enterococchi intestinali,Escherichia coli) e sono considerati come “inquinati” i risultati che superano i valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli che superano di più del doppio tali valori.

I tecnici di Goletta Verde hanno campionato tre punti in provincia di Ascoli Piceno: sono risultati “fortemente inquinati” la foce del Tronto nella Riserva naturale regionale Sentina a San Benedetto del Tronto, la foce del torrente Albula e il punto campionato presso la spiaggia 20 metri a sud della foce del torrente Tesino, a Grottammare. In provincia di Fermo, invece, su due punti campionati, uno è risultato “fortemente inquinato”, ovvero la foce del torrente Valloscura, Lido di Fermo, nel Comune di Porto San Giorgio, mentre “entro i limiti” il giudizio emerso dai prelievi effettuati sulla spiaggia presso foce fosso dell’Albero, a Porto Sant’Elpidio. Uno il punto campionato in provincia di Macerata: la spiaggia presso foce fosso Asola, tra Civitanova Marche e Potenza Picena, risultato “entro i limiti”. In provincia di Ancona, in tutti e tre i punti campionati, il risultato è stato “entro i limiti”: alla spiaggia di Marcelli, nel comune di Marcelli di Numana, alla spiaggia Ponte Rosso, presso Lungomare Dante Alighieri, e a quella a 30 metri a sud della foce del fiume Misa, nel Comune di Senigallia. In provincia di Pesaro Urbino, su tre punti campionati, due sono risultati “entro i limiti”, la spiaggia presso la foce del Torrente Arzilla, nel Comune di Fano, e la foce del Fiume Tavollo, nel Comune di Gabicce Mare; mentre “fortemente inquinato”, è stato il giudizio emerso dai campionamenti effettuati presso la foce del fiume Foglia, ricadente nel Comune di Pesaro.

Nei punti monitorati non si può certo dire che i bagnanti vengano poi informati a dovere. La cartellonistica in spiaggia e? quasi inesistente, anche se obbligatoria per legge da tre anni per i comuni costieri: informativa che ha la funzione di informare i cittadini sulla qualità del mare (in base alla media dei prelievi degli ultimi 4 anni), i dati delle ultime analisi e le eventuali criticità della spiaggia stessa. Delle 5 foci verificate e delle 7 spiagge monitorate, solo sulla spiaggia 20 metri a sud foce torrente Tesino e alla Foce del Fiume Tavollo, vi era la presenza del divieto di balneazione. Sotto accusa non soltanto l’assenza di cartelli, ma anche l’inadeguata informazione: ne è un esempio il tratto di costa nel Comune di Numana, interdetto alla balneazione per 700 metri complessivi, di cui una parte in modo temporaneo e un’altra permanente, e caratterizzato dalla presenza della Foce Musone. In tutta quest’area, nonostante l’analisi approfondita da parte dei volontari, è stata riscontrata la presenza di un solo cartello informativo, situato a metà della spiaggia confinante con la stessa foce, un numero giudicato insufficiente a garantire un’adeguata informazione per un tratto di costa di oltre mezzo chilometro.

In particolare, i volontari della Legambiente Marche, tra metà giugno e fine luglio 2017, hanno effettuato monitoraggi lungo un tratto di costa di 20 km, da Pesaro a San Benedetto del Trontonel 36,3% dei 44 transetti osservati la cartellonistica informativa è risultata assente.Con il recepimento della Direttiva Europea sulle Acque, attraverso due normative nazionali (D. Lgs. N.116/2008 e decreto del 30 marzo 2010), i Comuni delle nostre coste sono tenuti ad informare il cittadino in modo puntuale, attraverso cartelli che devono essere posti nei “luoghi di maggiore afflusso”, a prescindere se nel tratto di spiaggia vi sia o meno la presenza di uno stabilimento balneare.

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