Cronaca

Osimo: Brunella ascoltata dai Carabinieri. La fuga era pianificata da giorni

La giovane, ascoltata nel primo pomeriggio, ha confermato di aver premeditato l'allontanamento già da diverso tempo, affermando che lo zaino con gli indumenti e le merendine, era già pronto da qualche giorno

I Carabinieri di Osimo hanno ascoltato nel primo pomeriggio la giovane studentessa ritrovata ieri dopo che era scomparsa da casa martedì scorso. Secondo quanto è emerso dal colloquio con i militari, la giovane da diverso tempo aveva confidato ad alcuni amici l’intenzione di lasciare la propria abitazione a seguito degli attriti che aveva con i genitori. Divergenze, spiegano i Carabinieri,  legate all’utilizzo del telefono cellulare e del computer, con i quali la ragazza aveva contatti in chat con  persone non conosciute di persona, anche di età adulta, destando forte preoccupazione nella madre.

Così, a seguito dell’ultima imposizione comminata dai genitori, consistente nel divieto di uscire di casa e frequentare gli amici per qualche giorno, il pensiero è diventato azione: nella mattinata del 2 luglio, alle ore 5.30, Brunella si è allontanata da casa, con la somma esigua di appena 100 euro, e dopo aver vagato nei paraggi per qualche ora, ha raggiunto la zona del “Maxi Parcheggio” di Osimo, e di lì, via bus, la Stazione Ferroviaria di Ancona, facendo perdere le proprie tracce.
Dalle segnalazioni giunte, non sempre complete ed affidabili, e soprattutto dagli amici ascoltati, gli investigatori hanno acquisito indizi utili che lasciavano supporre che la ragazza, dopo essersi trattenuta per qualche giorno in Ancona e dintorni, sia stata verosimilmente riconosciuta in San Benedetto del Tronto, anche se mai rintracciata dai militari del luogo.

La svolta decisiva è arrivata venerdì scorso, quando appariva chiaro agli uomini dell’arma che la giovane, di origini campane, avendo interrotto i contatti con tutti i suoi amici, avesse intenzione di lasciare la Regione Marche, non escludendo di recarsi a Napoli per incontrare il padre.       
Quindi dopo aver acquistato il biglietto ferroviario per Roma Termini, ha raggiunto nella serata di sabato la Capitale, decidendo di dormire nelle carrozze in sosta nella stazione e cenando in una trattoria nei dintorni.

Pertanto, avendo oramai la certezza investigativa che la ragazza potesse trovarsi a Roma o a Napoli, i militari di Osimo hanno diramato le immediate ricerche ai Carabinieri e alla Polizia ferroviaria delle due località, con esito positivo:  i carabinieri della Stazione Roma Macao, mentre operavano controlli nella zona antistante la stazione, nel controllare un gruppo di giovani locali e rumeni, conosciuti poiché soliti incontrarsi in zona, hanno riconosciuto Brunella, che pur non avendo con sé i documenti d’identità è stata identificata attraverso le foto inviate dalla Stazione osimana ed in loro possesso. Che si trattasse proprio di lei è stato ammesso anche dalla stessa ragazza.  

L’adolescente è stata accompagnata nella vicina Caserma e mentre veniva  rifocillata, venivano inviate le comunicazioni per l’avvenuto rintraccio alla Compagnia di Osimo e ai genitori a cui veniva affidata alle ore 01:05, dopo le formalità di rito.

Brunella, ascoltata nel primo pomeriggio, ha confermato di aver premeditato l’allontanamento già da diverso tempo, affermando che lo zaino con gli indumenti e le merendine, era già pronto da qualche giorno, e anche la lettera rinvenuta, che trattava di divergenze con la madre, era stata anche scritta anticipatamente. La ragazza ha ripetutamente riferito di aver progettato tutto da sola, senza mai accompagnarsi con altre persone, né istigata da nessuno, anche se le sue intenzioni erano comunque di ritornare a casa.  

Su quest’ultimo punto sono in corso le indagini atte a stabilire la veridicità di quanto affermato, soprattutto tese alla ricostruzione dell’intera vicenda e al rintraccio di persone che abbiano comunque agevolato o favorito l’allontanamento da casa dell’adolescente.

Nella circostanza, i genitori hanno espresso parole di ringraziamento nei confronti dei militari operanti, dei giornalisti e di tutti coloro che hanno contribuito fattivamente alle ricerche e alle segnalazioni (circa 10) della propria figlia e al suo tempestivo rintraccio senza ulteriori conseguenze.

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