Venerdì, 17 Settembre 2021
Cronaca

Giornata della memoria, Ancona commemora le vittime del nazi-fascismo

Le pietre d'inciampo commemorano il destino di persone uccise, deportate, espulse e vittime di ogni genere violenza ad opera del regime nazista

Da sinistra il sindaco Mancinelli insieme ai suoi assessori

Cerimonia significativa questa mattina ad Ancona, nell'ambito delle giornate dedicate alla Memoria delle vittime della Shoah, dell'Olocausto e del nazifascismo nel suo complesso. Per l'edizione 2021 l'Anpi di Ancona, oltre ad una serie di appuntamenti in streaming rivolti alle scuole e a tutti i cittadini, ha organizzato d’intesa con la Comunità Ebraica di Ancona un momento di incontro e riflessione attraverso le storie rappresentate dalle Pietre d’Inciampo posate negli anni scorsi, con il contributo del Consiglio regionale delle Marche e del Comune di Ancona. L'“itinerario della Memoria”, guidato dallo storico Marco Labbate dell'Istituto di Storia delle Marche, ha fatto tappa in via Astagno 10-18, corso Garibaldi 18-19-28, piazza del Plebiscito 40, via Bernabei 12, piazza Cavour 10, via Isonzo 54, via Fornaci 9 e ha visto la partecipazione del Sindaco di Ancona Valeria Mancinelli, della Presidente ANPI di Ancona Tamara Ferretti, della Presidente della Comunità Ebraica Manuela Russi, dei rappresentanti delle istituzioni, delle associazioni e dei soggetti che nel corso degli anni hanno partecipato fattivamente alle iniziative promosse per il Treno della Memoria.

Ventitrè nella sola città di Ancona, le pietre d'inciampo (in tedesco Stolpersteine) sono una iniziativa dell'artista tedesco Gunter Demnig che ha finora posato più di 71mila pietre in tutta Europa. Posizionate di fronte all'edificio dove le vittime sono nate e/o vissute o hanno svolto l'attività lavorativa, le pietre d'inciampo commemorano il destino di persone uccise, deportate, espulse e vittime di ogni genere violenza ad opera del regime nazista.

«Non solo ricordo delle vittime e di uno dei periodi più bui della Storia -è stato sottolineato dagli organizzatori- ma memoria attiva, critica, che si interroga e che sia sempre vigile rispetto a ogni segnale, anche episodico e non per questo meno preoccupante, di antisemitismo, di razzismo e di prevaricazione dell'uomo sull'uomo».

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