Sabato, 18 Settembre 2021
Cronaca

Salute, malattie trasmesse da vettori. L'esperto: "Aumentare la consapevolezza"

L'Italia è un pontile per i vettori esotici. Ancona, con il porto e il suo baricentro Adriatico-Mediterraneo, deve tenere alta la guardia. Non servono allarmismi, ma strategie di gestione del rischio. Parla Stefano Gavaudan, dell'Istituto Zooprofilattico

Troppo spesso si pensa che piccoli animali come zanzare e zecche siano solo esseri fastidiosi. Ma in realtà sono soprattutto vettori di malattie e, per quanto nel nostro territorio non ci si debba preoccupare della puntura di una zanzara, è necessario non abbassare mai la guardia. Non a caso ieri è stata la giornata mondiale della salute, istituita dall’Onu per ricordare l’anniversario della fondazione dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). Ogni anno ci si focalizza su un tema specifico, a seconda delle priorità individuate dalla comunità internazionale. Quest’anno il tema è stato proprio quello delle malattie trasmesse dai vettori. E proprio nel capoluogo marchigiano è presente l’Istituto Zooprofilattico di Umbria e Marche, che ha il compito di monitorare e studiare i complessi fenomeni legati a patologie dovute alla trasmissione vettoriale. Di fatto una sentinella nelle Marche per la struttura sanitaria regionale. Proprio loro, oggi, ricordano l’importanza di questi studi medici. 

“E’ necessario aumentare la consapevolezza degli amministratori per fare le scelte nel campo della sanità che tengano conto delle priorità” ha detto Stefano Gavaudan, responsabile del laboratorio diagnostico dorico, che prosegue: “Noi in particolare facciamo tutto quello che è necessario per mantenere un adeguato sistema di sorveglianza e prevenzione, per non dover un giorno affrontare un’emergenza”. In particolare, a livello nazionale, sono in piedi due progetti che riguardano due malattie esotiche: “West Nile" (virus del Nilo Occidentale) e la “Bluetongue” (Lingua blu, malattia infettiva dei ruminanti). Studi dove anche Ancona fa la sua parte. Nasce invece come progetto direttamente portato avanti dai biologi e e veterinari anconetani quello sulla “ Leishmaniosi " dei cani.

Resta il fatto che l’Italia di base è un pontile per i vettori esotici, che da sud si spostano verso nord. A questo si aggiunga che Ancona, con il suo porto e il suo baricentro Adriatico-Mediterraneo, deve tenere alta la guardia. “Il porto è un ulteriore fattore di rischio per il transito di persone e attività commerciali - ha ribadito Gavaudan - Sia chiaro che ad oggi non c’è nessun rischio inteso come una spada di Damocle. Ma nei prossimi anni è necessario mettere in campo strategie di gestione del rischio sempre al passo con i tempi” ribadisce lo scienziato.

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