Ostra Vetere: cronaca di una giornata dei volontari di Amici Animali

Riceviamo e pubblichiamo il testo della lettera inviataci dall'Associazione Amici Animali che racconta la cronaca di una mattina trascorsa al canile di Ostra Vetere, dove i volontari ravviserebbero delle irregolarità

Riceviamo e pubblichiamo il testo della lettera inviataci dall'Associazione Amici Animali che racconta la cronaca di una mattina trascorsa al canile di Ostra Vetere. Un canile dove, a detta dei volontari dell'associazione, i diritti degli animali non sono rispettati. Ecco cosa è successo:

"Ostra Vetere 13 Luglio. Arriviamo in canile alle 9:00 e siamo in 7 volontari. Il canile é chiuso, lucchetti alle porte, addirittura il filo spinato sopra la recinzione (non ci avevamo mai fatto caso), e c'è pure un cartello in cui c'è scritto che la recinzione é elettrica. I cani abbaiano da matti. A due che
riusciamo a raggiungere dall'esterno della rete diamo delle crocchette che ci siamo portati dietro e le mangiano voracemente. Segno che se avessero già mangiato, come ci hanno fatto credere, non avrebbero fatto questo perché non gli abbiamo dato la carne che fa gola a tutti, ma delle
crocchette del supermercato. Sulla bacheca del canile c'è un cartello in cui c'è scritto che il canile il giorno 13 luglio é chiuso e che se si vogliono informazioni bisogna chiamare il numero indicato che é quello del gestore. Lo chiamiamo, ci parla una nostra volontaria che gli dice che siamo lì davanti e che anche se abbiamo ricevuto il fax della chiusura ci sono persone con noi che desiderano adottare e che lui avrebbe dovuto mandare qualcuno.

Così prendiamo le auto e andiamo al centro di Ostra Vetere. Il Comune é chiuso. L'ufficio della polizia municipale idem. Andiamo dai carabinieri di Ostra Vetere. Ci riceve il comandante. Gli raccontiamo la situazione e chiediamo cosa si può fare. Lui dice che non può prendere una denuncia da un'associazione, ma solo da una persona che poi dovrà firmare il verbale. Se invece vogliamo fare un esposto dobbiamo farlo noi e poi passarlo a loro. Dato che in quel canile ci sono circa 100 cani lasciati in balia di sé stessi, vorremmo sapere loro cosa possono fare. Purtroppo, perché si tratta di un canile é privato. Il Comandante ci dice che l'unica cosa che può fare é una relazione sul fatto accaduto e cioè che noi siamo stati lì e gli abbiamo detto quello che stava succedendo. Ce ne andiamo e riproviamo a passare dai vigili, ma non c'è nessuno.

Allora ritorniamo in canile per vedere se magari é tornato il lavorante, sono circa le 11 di mattina, ma il canile é come prima i cani abbaiano ma dentro non c'è nessuno. Torniamo alla strada nazionale e vediamo che il vigile é fermo lungo la strada con la sua auto e sta parlando con una signora. Nel frattempo un'altra volontaria da casa ha chiamato la Asur informandoli della cosa che anche lui sapeva già, ma che non era un problema a suo dire. Che la Asur ha solo l'obbligo delle verifiche trimestrali e non va a controllare se un giorno un canile rimane chiuso. Patrizia gli ha detto che i cani potevano azzannarsi, che ci sono cani malati bisognosi di cure giornaliere e che almeno un controllo sanitario lo potevano andare a fare. Ma nulla da fare. Queste sono le risposte che abbiamo ricevuto dalla forze dell'ordine e dalla asur, che sono gli organi preposti per i controlli dei canili. Noi siamo solo volontari ma sembra, anzi é una certezza, che di come stanno quegli animali ,importi solo a noi. Abbiamo dovuto lasciare quei poveri cani lassù sotto il sole, senza cibo né cure né possibilità di uscire dai box. E domani sarà la stessa cosa."

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