Cronaca

Polizia, la lotta al traffico di droga come via maestra: Di Munno lascia la Mobile

Giorgio Di Munno ha anche seguito indagini per casi di omicidio, come quello in cui fu catapultato appena arrivato nella città dorica: l'omicidio della clochard Maria Lacatus. Ma anche il delitto di Rossella Goffo diventato subito giallo

Giorgio Di Munno

Dopo quasi 5 anni se ne va il capo della Squadra Mobile di Ancona Giorgio Di Munno. Destinazione Padova. Ma quì, nel capoluogo marchigiano, restano i risultati di un poliziotto che ha messo anima e corpo nella lotta al male endemico della droga e dello spaccio di stupefacenti. Parlano in numeri: 300 arresti tra tra spacciatori e trafficanti; sequestrati 72 kg di eroina solo ultimi 16 kg di cocaina e 76 kg di tra hashish e marijuana solo negli ultimi due anni.

Ma Di Munno ha anche seguito indagini per casi di omicidio. Come quello in cui fu catapultato appena arrivato nella città dorica: l’assassinio della clochard Maria Lacatus, per cui gli agenti della mobile hanno investigato nel sommerso mondo dei senza tetto, ai margini di una società per molti inesistente. Due settimane di indagini per arrivare ad un giovane appena maggiorenne, condannato a 24 anni di carcere. Poi il delitto di Rossella Goffo, funzionaria della Prefettura di Ancona scomparsa il 4 maggio 2010 per essere poi trovata morta il 5 gennaio del 2011 nella provincia di Ascoli Piceno. Un giallo per cui alla fine si arrivò all’amante della donna, condannato a 16 anni

E poi ancora le tante operazioni contro bande di ladri e rapinatori. Come la rapina alla ditta “Mtn” del 30 ottobre 2010, quando un commando di banditi entrò e sequestrò tutti i dipendenti sotto scacco delle pistole per depredare la cassaforte.Di Munno e i suoi uomini in poco arrivarono ad arrestare 10 persone. 

E poi operazioni come Gipso Sting per cui fu fermata una banda di truffatori da milioni di euro; l’arresto di 5 siciliani accusati di aver pianificato una serie di rapine agli uffici postali. E l’ultima indagine risalente a marzo 2015: operazione “Kayak”. Culminata nell’arresto di due fratelli romeni che avevano pianificato di riportare il mercato del sesso ad alti livelli nell’hinterland anconetano, ripartendo dalla famosa strada Statale e facendo girare anche le ragazzi in appositi appartamenti. Ma non ne hanno avuto il tempo.

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