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Cronaca

«Lavori fantasma»: in sei pronti ad andare a processo senza sconti, c'è anche l'assessore Paolo Manarini

Udienza preliminare puramente tecnica quella affrontata davanti al giudice per il secondo filone dell'inchiesta Ghost Jobs, il presunto giro di appalti pilotati. Richieste di abbreviato e patteggiamento per gli imprenditori coinvolti

ANCONA – La procura aveva chiesto il processo per i 12 imputati del secondo filone dell'inchiesta “Ghost Jobs”, quella sui lavori fantasma, l'indagine della squadra mobile che il 9 novembre del 2019 portò a galla un presunto giro di appalti pubblici pilotati per favorire ditte a cui sarebbero stati assegnati lavori pubblici programmati dal Comune. Dal restyling del Passetto, pineta e laghetti, ai cimiteri. Ieri, nell'udienza preliminare fissata per decidere se rinviare a giudizio gli imputati, tra loro anche l'assessore comunale ai lavori pubblici Paolo Manarini, sono state avanzate solo le richieste di chi intende procedere con un rito alternativo, beneficiando di uno sconto di pena se il giudice li manderà a processo. Lo hanno fatto in sette, tra abbreviati e patteggiamenti, con un dubbio su quale rito alternativo chiedere per il geometra Simone Bonci. In cinque invece sono pronti ad andare a dibattimento con il rito ordinario che prevederà un processo più lungo fatto di diverse udienze. 
Le richieste. Abbreviato per gli imprenditori Francesco Tittarelli, di Ancona, Tarcisio Molini, di Treia, Giuseppe Francucci, di Cingoli e Giovanna Procaccia, di Teramo. Patteggiamento per Carlo Palumbi, di Teramo e Marco Duca, di Cupramontana. Rito ordinario, se verranno rinviati a giudizio, per gli imprenditori Franco Scalzini, di Tolentino e Tiziana Tittoni, di Pergola, il geometra comunale Gabriele Gatti e l'ingegnere del Comune Maurizio Ronconi, oltre a Manarini. Il giudice Carlo Masini ha aggiornato l'udienza al 12 maggio.

All'assessore è contestano un falso in atto pubblico. Stando all'accusa avrebbe impartito al geometra comunale Simone Bonci, dipendente del servizio manutenzioni, frana e protezione civile, e all'ingegnere Maurizio Ronconi, direttore dei lavori, di retrodatare la data di compimento lavori (dicembre 2018 invece di gennaio 2019) ai laghetti del Passetto relativamente ad uno spostamento di impianti, all'inserimento di una barriera a vapore e impermeabilizzazione dei laghetti affidati alla Procaccia e C. di Teramo oltre alla fornitura e messa a dimora di giovani alberi in merito alla riqualificazione del verde del parco Passetto affidati alla ditta agricola di Franco Scalzi di Tolentino. Lavori per oltre 55mila euro di spesa e che servivano a completare il restyling necessari all'apertura. La figura di Manarini, assessore della giunta Mancinelli, ormai a fine mandato, si è molto ridimensionata rispetto alle accuse iniziali dove era stato ipotizzato anche l'abuso d'ufficio.

Per gli altri le accuse, a vario titolo, sono di falso in atto pubblico, truffa e abuso d'ufficio. Bonci era finito in manette a novembre del 2019, insieme a 4 imprenditori, per corruzione aggravata, per aver pilotato appalti poi assegnati a ditte amiche in cambio di utilità. Per il filone della corruzione, nel fascicolo bis questo reato non è contestato a nessuno, Bonci è stato condannato in abbreviato a due anni e sei mesi. Anche due imprenditori hanno chiuso il primo grado con un abbreviato. In tre invece stanno affrontando un processo ordinario e la prossima udienza per loro è fissata al 15 marzo. La polizia negli uffici del comune per indagine corruzione-2

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